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Eventi | 29 agosto 2025, 08:30

Al Caat si promuove il Peperone di Carmagnola. Ghio: “Oggi le nostre eccellenze non sono più di nicchia” [VIDEO]

Il presidente del Distretto del Cibo Chierese-Carmagnolese a tutto tondo sul nuovo format che intende dare visibilità ai prodotti del territorio

Al Caat si promuove il Peperone di Carmagnola. Ghio: “Oggi le nostre eccellenze non sono più di nicchia” [VIDEO]

L'iniziativa in corso durante la Fiera Nazionale del Peperone segna l’inizio di un nuovo percorso strategico per la valorizzazione del comparto agroalimentare locale. Non più un evento isolato, ma l’avvio di un format destinato a crescere e a coinvolgere progressivamente tutti i prodotti e i comuni che fanno parte del Distretto del Cibo Chierese-Carmagnolese. L’obiettivo è chiaro: superare la logica della singola manifestazione e costruire un progetto di promozione continuativa e integrata dell’intera filiera territoriale.

Promossa dal Distretto del Cibo in collaborazione con il CAAT – Centro Agroalimentare di Torino –, con il Consorzio del Peperone di Carmagnola e con la stessa Fiera, l’iniziativa rappresenta una vera e propria “puntata zero”. Un primo passo concreto che nasce dal protocollo d’intesa siglato tra Distretto e CAAT per dare maggiore visibilità ai prodotti d’eccellenza del territorio.

Protagonista di questa prima tappa è il Peperone di Carmagnola, ma lo sguardo è già rivolto al futuro, con le prossime iniziative dedicate ad altre specialità identitarie: dall’asparago di Santena alla menta di Pancalieri, dalla tinca gobba dorata di Poirino al pomodoro costoluto di Cambiano, in un viaggio che attraverserà i trenta comuni aderenti al Distretto, insieme alle aziende agricole che ne costituiscono il cuore pulsante.

Di questa collaborazione ci parla il presidente del  Distretto del Cibo Chierese-Carmagnolese Stefano Ghio.

«Quando parliamo del Distretto del Cibo, ci piace partire da ciò che non è – dichiara il Presidente del Distretto del Cibo Chierese-Carmagnolese –. Non è un soggetto che si sostituisce alle proloco o alle associazioni che operano attivamente sul territorio. È piuttosto una realtà nata grazie all’impegno dei suoi soci fondatori: i 30 Comuni che l’hanno costituito e, soprattutto, le aziende agricole, le imprese di trasformazione e commercializzazione, che ne rappresentano la vera anima e struttura portante».

«Per questo – prosegue – è fondamentale il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera: dai cuochi ai commercianti, fino al mondo del sociale. Il Distretto del Cibo si fonda su tre pilastri: la valorizzazione dei prodotti tipici locali, la promozione del territorio e la sostenibilità agroambientale. La scelta di portare le nostre eccellenze al CAAT è prima di tutto etica. È da lì che parte la distribuzione su larga scala dei nostri prodotti: il Peperone di Carmagnola, l’Asparago di Santena, la Ciliegia di Pecetto, la Cipolla di Andezeno, solo per citarne alcuni, sono molto più che prodotti agricoli. Sono identità locali da promuovere, distribuire e sostenere».

«Partire dall’autenticità dei nostri prodotti significa, prima di tutto, scegliere un approccio etico – spiega Stefano Ghio –. È proprio questa autenticità che ci consente di raccontare e valorizzare il territorio in tutta la sua identità. Non si tratta solo di chi lo abita, ma anche di chi lo vive pienamente, magari come turista, scoprendone le bellezze attraverso l’esperienza diretta. L’iniziativa al CAAT rappresenta un’importante leva commerciale perché consente di raggiungere mercati e piazze diverse rispetto al passato. Se un tempo le nostre eccellenze erano considerate prodotti di nicchia, oggi non lo sono più. Non solo per il fatturato o per i volumi, ma perché sono diventati veri simboli dell’integrità e dell’identità del nostro territorio».

«Il messaggio che vogliamo lanciare – conclude – è chiaro: in un mondo sempre più veloce, dove non è più il pesce grande a mangiare quello piccolo, ma quello rapido a prevalere su quello lento, crediamo sia fondamentale tornare all’etica del prodotto. Saperlo raccontare, vendere e promuovere con consapevolezza significa restituire valore non solo alla filiera agroalimentare, ma anche a quella turistica e culturale. Un territorio si racconta con le parole, con le immagini, ma soprattutto con le storie di chi lo vive, lo coltiva e lo nutre ogni giorno. Da qui nasce la nostra autenticità».

All’interno della Galleria d’ingresso del CAAT, in uno degli spazi più frequentati del centro agroalimentare torinese, prenderà forma la “Vetrina del Peperone”, allestimento simbolico e concreto al tempo stesso, pensato per raccontare e promuovere uno dei prodotti-simbolo del territorio: il Peperone di Carmagnola.  

In esposizione ci saranno le iconiche valigette realizzate dal Consorzio, contenenti peperoni freschi, affiancate da materiali informativi e narrativi che ne illustrano storia, caratteristiche e impieghi. Lo spazio sarà gestito quotidianamente da un team operativo dedicato, incaricato della cura dell’allestimento e del coordinamento delle attività previste.

Tra i momenti più suggestivi, anche il passaggio di Re Peperone e della Bela Povronera, figure storiche della tradizione locale, che faranno visita alla Galleria del CAAT per rafforzare il legame tra cultura, prodotto e territorio.

L’iniziativa si pone come esempio concreto di come la collaborazione tra enti pubblici, consorzi, aziende e centri di distribuzione possa generare occasioni nuove ed efficaci per valorizzare le eccellenze locali. Una sinergia che unisce la filiera dalla produzione alla comunicazione, passando per la logistica, e che mette al centro un’identità agroalimentare condivisa e riconoscibile.

Per informazioni:
Simona Riccio – LinkedIn Top Voice Italy e Agrifood & Organic Specialist  e Coordinatrice del Progetto: simonariccio72@gmail.com 

Redazione

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