Non è vero, non è vero". Così, in sostanza, si è espresso l'80enne ex camionista, indagato come uno dei presunti "cecchini del weekend" a Sarajevo negli anni '90, ha risposto alle domande dei pm di Milano, interrogato per poco più di un'ora, negando tutto ad ogni domanda.
L'indagato nega ogni accusa
Anche quando gli è stato chiesto se fosse mai andato a Sarajevo pare che il pensionato abbia risposto di no. "Totale estraneità alle accuse", ha detto l'avvocato Giovanni Menegon ai cronisti, mentre l'uomo, che vive in provincia di Pordenone, non ha voluto parlare all'uscita del Palazzo di Giustizia. Intervistato da quotidiani locali l'80enne aveva fatto sapere di voler rispondere per respingere le accuse, perché lui in Bosnia andava sì, ha detto, ma solo per lavoro e sarebbero stati ingigantiti, a suo dire, dai testimoni alcuni suoi racconti.
Coinvolto anche un torinese?
Oggi, a quanto pare, ha negato tutto ad ogni domanda, anche in relazione ad eventuali viaggi a Sarajevo. Oltre che sul conto dell'ex camionista di San Vito al Tagliamento, l'attenzione dei magistrati sarebbe concentrata anche su un professionista residente a Torino, che avrebbe avuto rapporti con l'indagato.














