La Regione Piemonte ha fissato per il 21 aprile, a partire dalle ore 12, l'apertura dei termini per richiedere il voucher Vesta. La procedura resterà attiva per dodici ore e riguarderà il sostegno economico alle famiglie per le spese relative ai servizi per l’infanzia e alle attività educative. Per l’anno in corso lo stanziamento complessivo ammonta a 20 milioni di euro e si rivolge ai nuclei familiari con un indicatore ISEE non superiore a 40.000 euro. Secondo le previsioni regionali, la misura dovrebbe coinvolgere circa 30.000 famiglie piemontesi.
“Vesta è un esempio di equità sociale ed efficienza al servizio delle famiglie - dichiarano il Presidente Alberto Cirio e il Vicepresidente Maurizio Marrone - perché riserva maggiori risorse ai redditi bassi, ma garantisce anche al ceto medio più colpito dalla denatalità di beneficiarne. Vesta è una misura che punta su efficacia e rapidità: chi ha ottenuto il voucher lo scorso anno può già ottenere i bonifici di rimborso ad appena sei mesi dallo scorso click day. Le nuove attività sportive e culturali rimborsabili aumenteranno la possibilità di scelta delle famiglie per arricchire le opportunità di crescita dei bambini nel corpo e nella mente, senza lasciare indietro quelli che non potrebbero permetterselo”.
La ripartizione in base al reddito
Il sistema di assegnazione delle risorse prevede una ripartizione basata su diverse fasce di reddito. La quota principale del budget è riservata ai nuclei con ISEE fino a 10.000 euro, mentre una parte dei fondi è destinata al ceto medio. Nello specifico l'importo del voucher per ogni figlio varia in base alla situazione economica: 1.200 euro per la fascia sotto i 10.000 euro, 1.000 euro per quella tra 10.000 e 30.000 euro e 800 euro per chi rientra tra i 30.000 e i 40.000 euro. Per i minori con disabilità è previsto un contributo fisso di 1.200 euro, indipendentemente dal valore ISEE dichiarato.

L'agevolazione copre una gamma di servizi, inclusi gli asili nido, i micronidi, le sezioni primavera e le scuole dell’infanzia, comprendendo anche i costi per mense e servizi di pre e post orario. Sono ammissibili al rimborso anche le spese per la scuola primaria, i centri estivi e invernali, il baby-sitting e diverse attività motorie o ludico-educative. Per il 2026 l'elenco delle attività rimborsabili è stato ampliato includendo nuove discipline sportive, come calcio, basket, tennis, arti marziali, sci e rugby, oltre a corsi di canto. Per ottenere l’erogazione del contributo, gli aventi diritto dovranno caricare sulla piattaforma dedicata la documentazione fiscale relativa alle spese sostenute. Il rimborso verrà successivamente accreditato direttamente sul conto corrente del richiedente.
La critica di Conticelli: "Scelta data cara al Duce"
Non mancano, come in passato, su questo tema le asperità da parte di chi siede sulla sponda sinistra in Sala Viglione. Critica la consigliera Dem Nadia Conticelli, che lo considera alla stregua di un Pesce d'Aprile (in ritardo). Al centro della bagarre la scelta della data: il 21 aprile, festa del Natale di Roma. Un richiamo al ventennio fascista, secondo Conticelli. Così come il nome (e il simbolo) Vesta, si era detto in passato, richiama la dea romana del focolare (anche qui il rimando è al periodo del regime di Mussolini). E oltre ai "simboli", la critica rimane sul metodo del click day, in passato definito come una lotteria sulle spalle dei cittadini.

“Lo scorso anno, centinaia di famiglie trascorsero ore di fronte ai computer, tentando di collegarsi per ricevere il buono di questa misura che dovrebbe essere sociale - commenta Conticelli - Ci furono enormi disagi e polemiche, ma l’assessore Marrone tira dritto, unica differenza il limite del contributo fissato per fasce Isee, peraltro molto ampie. Nessun criterio di precedenza o di qualità dell’intervento. Solo una sorta di messa in scena, con chiari simboli di identità politica ed elettorale, che specula sulla fragilità economica del momento e sulle difficoltà delle famiglie piemontesi. Mentre più di 60.000 studenti delle scuole superiori, quindi della scuola dell’obbligo, non riceveranno il bonus scuola pur avendone diritto”.
L'esponente del Pd a Palazzo Lascaris va contro, inoltre, la scelta di concedere 12 ore di tempo per contendersi il "buono famiglia", contestando la mancanza di una graduatoria.














