Doveva diventare una sorta di “quadrilatero” della borgata Tesso, una via capace di unire commercio, passeggio e valorizzazione urbana. Oggi invece via Giachino, nel cuore della Circoscrizione 5, fa i conti con buche, rattoppi, porfido dissestato e problemi di sicurezza.
Il tema è tornato al centro di una commissione dedicata alla storica strada, trasformata tra i 15 e i 20 anni fa con un importante intervento urbanistico che però, secondo residenti e commercianti, non ha mai davvero attecchito.
“Quando passano i camion il porfido traballa”
La discussione vira tra i pro sanpietrini e i pro asfalto, tra vie chiuse al traffico (sgradite ai più), sensi unici, il problema del passaggio dei Tir e e la necessità di investimenti. "Quando passano i camion la struttura in porfido traballa. Oggi via Giachino è piena di piccoli problemi, che tuttavia in tema di riqualificazione hanno un costo non indifferente" ha spiegato il coordinatore alla Viabilità, Bruno Francavilla.
Ed è proprio il traffico pesante uno dei nodi principali. Via Giachino continua infatti a essere attraversata dai mezzi diretti verso le aziende dell’area Snos, con conseguenze evidenti sulla pavimentazione. Da qui la possibilità - da vagliare con la Città - di limitare il traffico pesante. Magari con un divieto.
Una proposta sostenuta anche dal presidente della Circoscrizione 5, Alfredo Correnti. "Vogliamo valorizzare la via attraverso interventi strutturali e diminuire il passaggio dei grossi camion. Anche il giardino andrebbe valorizzato, così come il commercio locale. Stiamo valutando anche la richiesta di un senso unico".
“Solo rattoppi, mai una vera manutenzione”
Ma oggi la fotografia della strada, fatta dai cittadini, è quella di un’arteria segnata dal tempo: sanpietrini sconnessi, buche, rappezzi continui e segnaletica quasi invisibile.
"Negli anni abbiamo chiesto di mettere a posto la via ma non è mai stato fatto nulla se non delle toppe", raccontano alcuni residenti e commercianti, contrari però all’idea di una pedonalizzazione completa. "Proibire il passaggio ai camion - aggiungono -, sarebbe una bella idea, ma non renderla pedonale".
Anche la segnaletica rappresenta un problema. In via Gramegna, spiegano i cittadini, lo stop orizzontale ormai “non si vede più”. E poi ci sono gli altri nodi, magari più piccoli: l'abbandono delle masserizie, segnalato dal coordinatore Giorgio Tassone, e la scomparsa dell'opera d'arte di via Giachino, "simbolo della via divelto da un'auto in corsa" come ha precisato la coordinatrice alla Cultura, Silvia Acquaro.
“Serve una progettualità ad ampio respiro”
Per associazioni e comitati il problema non può essere affrontato soltanto con interventi tampone. Lo sa bene il Tavolo di Borgo Vittoria che negli anni ha messo nero su bianco numero documenti. "Abbiamo chiesto interventi di tutela e salvaguardia del territorio, come il divieto ai mezzi oltre le tre tonnellate, il ripristino delle aree verdi e la tutela del porfido" così Giorgio Faccenda.
Dello stesso avviso è Roberto Orlandini, volontario del centro di documentazione storica. "Serve una progettualità ad ampio respiro per ridare lustro a una delle zone più importanti della Circoscrizione".
Sicurezza e degrado: “La sera paura per lo spaccio”
Oltre al degrado urbano, riecco i soliti problemi di sicurezza, soprattutto nelle ore serali. Tra le criticità evidenziate episodi di spaccio e la presenza di camper utilizzati impropriamente vicino ai toret.
Nel quartiere è partita anche una raccolta firme promossa dal residente Davide Tramonta insieme al Caf di via Giachino. "Chiediamo di riaccendere i riflettori su questa via - aggiunge Tramonte -, con interventi concreti sulla sicurezza e sul decoro: partendo dal potenziamento dell’illuminazione pubblica e continuando con la messa in sicurezza delle strisce pedonali".
Domeniche a piedi, asfalto e...
Sul futuro della strada il dibattito resta aperto. Dal Partito Democratico arriva la proposta di iniziative temporanee. "Si potrebbero organizzare domeniche a piedi o inserire via Giachino nella settimana della mobilità sostenibile", così la consigliera, Alice Arena.
Più cauta, invece, Carmela Ventra di Torino Bellissima. "Oggi è difficile pensare a una via completamente pedonale. Si rischia di ghettizzarla. Bisogna partire dalla sicurezza e valorizzare ciò che già esiste".
Per Federica Laudisa di Avs "meglio l’acciottolato, che riflette meglio il calore rispetto all’asfalto e dona bellezza alla via". Inoltre, conclude, "si potrebbe pensare a sabati e domeniche senza auto".
Il nodo dei costi
A complicare tutto, però, resta il tema delle risorse economiche. Negli ultimi anni i fondi per le manutenzioni straordinarie si sono drasticamente ridotti. "Le manutenzioni sono sempre più costose e i fondi sempre meno. Il rifacimento del porfido può essere fatto con sabbia o resina, più duratura, ma i costi sono altissimi: circa 200 euro al metro quadro, cioè 1500 euro al metro lineare" precisano dalla Città.
Una cifra che, secondo i tecnici, supererebbe quasi l’intera disponibilità annuale delle manutenzioni straordinarie comunali, fatta eccezione per gli stanziamenti straordinari finanziati quest’anno con fondi Crt. Nel frattempo via Giachino continua ad aspettare una riqualificazione promessa da anni, sospesa tra rattoppi provvisori e l’idea - mai davvero concretizzata - di diventare uno dei salotti urbani della Torino nord.





























