Le montagne raccontano il futuro del pianeta con impressionante chiarezza. I ghiacciai che arretrano, le foreste che cambiano, la neve sempre più fragile e la trasformazione degli ecosistemi alpini rendono visibile, prima che altrove, l’impatto della crisi climatica. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce la quarta edizione di UN GRADO E MEZZO, il festival dedicato a clima e ambiente che nel 2026 torna tra Torino, Bardonecchia e Oulx con un programma di incontri, esperienze immersive, divulgazione scientifica e attività per tutte le età. Si parte il 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, e si prosegue con un ricco calendario di appuntamenti fino al 30 luglio.
Il titolo richiama la soglia cruciale indicata dall’Accordo di Parigi: limitare l’aumento della temperatura globale entro 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali per evitare conseguenze climatiche irreversibili. Il festival, ideato dall’Associazione CentroScienza nell’ambito delle Settimane della Scienza, trasforma quel numero in qualcosa di concreto, vicino, tangibile.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è semplice quanto urgente: “Se le montagne stanno bene, stiamo bene anche noi”. Le terre alte non sono soltanto paesaggi da ammirare: custodiscono acqua dolce, biodiversità, equilibri climatici ed economie locali. Proteggere gli ecosistemi montani significa quindi proteggere anche le città, le comunità e la qualità della nostra vita.
A guidare il racconto scientifico del festival è la climatologa Elisa Palazzi, curatrice scientifica della manifestazione e Presidente del Comitato Scientifico dell’associazione CentroScienza, che insieme a ricercatori, divulgatori, artisti e studiosi accompagnerà il pubblico in un viaggio tra dati scientifici, esperienze sul territorio e nuove forme di narrazione ambientale.
Torino sarà uno dei cuori pulsanti del festival, con incontri ospitati al Museo Nazionale della Montagna dedicati al rapporto sempre più stretto tra ambiente alpino e vita urbana. Si parlerà di resilienza climatica, foreste, risorse idriche e trasformazioni del territorio attraverso dialoghi che intrecciano scienza, cultura e ambiente. Tra gli ospiti attesi ci saranno lo scrittore e alpinista Enrico Camanni, il forestale Giorgio Vacchiano e il divulgatore scientifico Marco Ferrari. Uno degli appuntamenti più suggestivi sarà la visita narrata al Museo della Montagna con Elisa Palazzi e Antonello Provenzale: un percorso che unisce divulgazione scientifica e osservazione del paesaggio per leggere le montagne come autentiche sentinelle del cambiamento climatico, fino alla terrazza panoramica che domina Torino e l’intero arco alpino. Tanti gli appuntamenti diffusi in città: dai talk con scienziati ed esperti alle attività per famiglie in collaborazione con CNR di Torino e gli Orti Generali.
A Bardonecchia e Oulx il festival entrerà nel cuore dell’esperienza alpina. Tra gli eventi più attesi, il dialogo open air tra Elisa Palazzi e Marco Paolini, i talk tematici e i laboratori dedicati alle famiglie come quello con la fumettista e attivista Alessia Iotti aka Alterales o quelli realizzati da CentroScienza in collaborazione con Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Atteso anche l’appuntamento in alta quota con il climatologo Luca Mercalli al Bivacco del Sommeiller, a circa 3.000 metri di altitudine, davanti ai resti del ghiacciaio del Sommeiller. Un incontro volutamente a numero limitato, pensato per ridurre l’impatto ambientale e permettere ai partecipanti di osservare da vicino le trasformazioni della montagna.
Il festival dedica grande attenzione anche ai più giovani e alle famiglie con laboratori e attività creative e percorsi educativi pensati per avvicinare e sensibilizzare bambini e ragazzi ai temi dell’ambiente e della sostenibilità in modo accessibile e coinvolgente.
Accanto agli incontri scientifici, spazio anche alla fotografia e alla dimensione visiva del cambiamento climatico. La mostra Sottoterra di Jacopo Pasotti accompagnerà il pubblico in un viaggio tra Islanda, Ande e ambienti estremi, esplorando il dialogo invisibile tra microrganismi e territorio attraverso immagini sospese tra ricerca scientifica e arte contemporanea.
Più che un festival, Un Grado e Mezzo si conferma un laboratorio culturale diffuso che invita a ripensare il nostro rapporto con l’ambiente. Perché osservare ciò che accade alle montagne significa comprendere, con sempre maggiore urgenza, ciò che sta accadendo al nostro futuro.
Programma completo: https://www.ungradoemezzo.it















