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Cronaca | 26 giugno 2026, 17:13

Dopo San Giovanni uno “show” pirotecnico anche a Mirafiori: "Avvolti dalla nebbia dei fuochi"

I cittadini: “Qui siamo in pericolo”. Per terra, il mattino dopo, una distesa di petardi

I resti dei petardi sparati in via Duino

I resti dei petardi sparati in via Duino

Sull’onda lunga dei festeggiamenti del San Giovanni, che a Torino hanno lasciato il loro classico strascico di luci e botti (ma anche qualche polemica), qualcuno ha deciso di prolungare lo spettacolo nei giorni a venire. Peccato solo che, questa volta, il palcoscenico non fosse il centro città ma una zona di Mirafiori Sud, tra via Duino e via Amari.

Qui, intorno all’una di notte, la quiete del quartiere sarebbe stata interrotta da una lunga serie di fuochi d’artificio e petardi, in quantità tale da trasformare la notte in un vero e proprio “show” pirotecnico improvvisato.

Il racconto dei residenti: “Sembrava nebbia per quanto fumo”

A descrivere la scena sono alcuni abitanti della zona, ancora scossi per quanto accaduto. “Ne hanno sparati talmente tanti che c’era la nebbia e non si vedeva niente”, racconta una residente. Una vera e propria raffica. Un episodio che, secondo le testimonianze, non sarebbe durato pochi minuti ma si sarebbe protratto abbastanza da rendere difficile anche solo affacciarsi alle finestre.

"Vogliamo le ronde"

Tra i residenti cresce anche la preoccupazione per la questione sicurezza. A due passi c'è il giardino Maiocco, rimasto a lungo sotto i riflettori, e dopo il caso dei fuochi sparati dalla soffitta ora c'è chi chiede provvedimenti. “Ci vorrebbero le ronde notturne, qui siamo in pericolo. Hanno sparato 200 petardi”, afferma un’altra residente, parlando di una situazione vissuta come fuori controllo.

Il mattino dopo

A rendere ancora più evidente quanto accaduto è l'eredità della solita notte folle. Sul suolo, tra via Duino e via Amari, si sarebbe presentata una vera e propria distesa di residui pirotecnici: carta, plastica e resti di botti sparsi lungo la carreggiata e i marciapiedi. Un “scenario post-festa” che però, secondo i residenti, nulla avrebbe a che vedere con una celebrazione ufficiale o autorizzata, ma piuttosto con il solito disturbo notturno.

Philippe Versienti

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