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Cronaca | giovedì 06 luglio 2017, 16:36

I vigili interrompono i balli folk in piazza Castello a Torino

Proteste degli avventori: “In sette anni mai creato problemi”

Sorpresa, delusione e un pizzico di nervosismo, ieri in piazza Castello a Torino. Nella piazza si stava svolgendo la “Jam di luglio”, organizzata da Marmelada d'òc, quando una pattuglia di polizia municipale, intorno alle 23:30, ha parlato con organizzatori e suonatori, spiegando come la musica dovesse cessare per la mancanza di autorizzazioni.

Alla richiesta i presenti hanno dato immediato seguito e l'assembramento di persone, circa 200, che stava ballando o assistendo all'evento si è per larga parte allontanato. Malgrado il rispetto del comando impartito, nella piazza è rimasto visibile il cattivo umore: decine le persone che hanno chiesto come mai l'evento, ormai da diversi anni una tradizione, per la prima volta subisse questa brusca interruzione.

Sopratutto considerando, dicono i manifestanti, che in piazza Castello affacciano pochissime case, oltretutto dalla parte opposta rispetto all'area in cui si stava svolgendo l'evento, e che la musica sarebbe stata a un volume assolutamente accettabile. Pochi minuti di dubbio, comunque, prima che il volume fosse spento quasi del tutto: solo un piccolo gruppo di ragazzi, estranei all'organizzazione della Jam, ha continuato a suonare e a ballare.

La “Jam” ormai da sette anni è un raduno tradizionale che si svolge ogni primo mercoledì del mese, durante il quale le persone si ritrovano in piazza, portando strumenti musicali e suonando musiche folkloristiche piemontesi e occitane, con decine e decine di persone che ballano intorno a loro. Un evento che si svolge in modo autonomo, senza alcun permesso, ma che non aveva mai attirato al tipo di critica, eccezion fatta, due anni fa, per le proteste dei residenti di piazza Carlo Alberto – spazio ben più piccolo, con diversi appartamenti che affacciano direttamente sulla piazza – alle quali era seguito l'immediato spostamento nell'area attuale.

L'evento si è guadagnato nel tempo una fama positiva, venendo preso a simbolo di un modo di divertirsi senza eccessi, riscoprendo le antiche tradizioni del territorio, socializzando in piazza evitando gli episodi che riempiono le cronache cittadine. Anche per questo l'evidente delusione di chi ha partecipato: “Lo facciamo da anni in luoghi molto lontani dalle case, la musica non è amplificata e non ci sono tamburi, puliamo sempre la piazza".

"Non abbiamo mai disturbato nessuno, non capisco perché ora vogliono far chiudere tutto”, dice un ragazzo mentre torna a casa.

Bernardo Basilici Menini

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