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Sanità | 11 febbraio 2019, 07:33

Tredici diversi direttori e oltre tremila contatti in mailing list: va in pensione Mauro Deidier, l'uomo che "raccontava" la Sanità

Ha attraversato la "storia" dell'Asl To3. Oggi racconta: "Abbiamo fatto tanto ma altrettanto c'è da fare: sulle attese, l'appropriatezza delle cure, il ricambio generazionale. Io? Starò alla larga dalle corsie degli ospedali..."

Tredici diversi direttori e oltre tremila contatti in mailing list: va in pensione Mauro Deidier, l'uomo che "raccontava" la Sanità

 Da cassiere dell’ospedale a responsabile del front office territoriale con 204 dipendenti che facevano riferimento a lui. Una carriera nella sanità, passata in buona parte a comunicarla e raccontarla, come dirigente della Comunicazione. Mauro Deidier ha lasciato il suo posto in Asl To3 dal primo febbraio 2019, per un periodo di aspettativa in vista della pensione. La sua è una storia personale che si intreccia con un mondo che è cambiato profondamente.

È entrato in sanità nel 1983, quando c’era l’Ussl 44 di Pinerolo (con sede in Via Convento di san Francesco vicino all'ex Tribunale), poi l’accorpamento della Val Chisone e della Val Pellice nell’Asl 10 e infine, nel 2008, la fusione con Collegno e l’aggiunta dell’area di Venaria, che costituiscono l’Asl To3.

Deidier ne ha vista di acqua passare sotto i ponti e lascia una sanità con un’impronta più aziendale di quando vi è entrato. “Ho ‘vissuto’, negli anni, 13 diversi Direttori generali o commissari – racconta –. A ogni sostituzione ci si è dovuti adeguare a stili di direzione profondamente diversi fra loro. Nella comunicazione si andava dallo slogan di vecchi direttori, del tipo “meno comunichiamo e meglio è, si vengano a cercare le notizie se le vogliono”, passando attraverso qualche Direttore, circa un decennio fa, molto presenzialista che, desiderando massima visibilità, ogni giorno voleva comunicare le decisioni attuali e future”.

La situazione è cambiata negli ultimi anni: “Si è fatta più equilibrata, con strategie di comunicazioni improntate sulle cose fatte e non su progetti più o meno futuribili”. Segno di un passaggio importante. Seppur le nomine siano rimaste di derivazione politica, “in tempi più recenti i direttori sono divenuti veri e propri manager, con una lunga formazione alle spalle, con notevoli competenze in organizzazione aziendale ed in strategie di gestione sanitaria”.

L’Asl pinerolese, prima, e la To3 oggi si distinguono dalle Asl torinesi e richiedono un tipo di comunicazione fortemente territoriale: “I Comuni sono 109 e rivestono molta importanza i giornali locali – spiega –. In questi anni ho lavorato per dotare l’Asl di una mailing list con oltre 3.000 indirizzi a cui vanno tutti i comunicati aziendali”. Dentro ci sono medici, sindaci, presidenti di associazioni di volontariato, farmacisti, giornalisti...

Malgrado il molto lavoro fatto, pensa che ci sia ancora molto da fare, soprattutto sulla comunicazione alla appropriatezza nelle cure, alla prevenzione ed all'educazione alla salute. E dà un suggerimento per il futuro: “Si pensi che negli oltre 35 fra Centri prenotazioni e Centri prelievi dell'Asl ogni giorno oltre 3.000 persone attendono per almeno 15 minuti il loro turno; qui occorrerebbe collocare grandi schermi con messaggi di salute: dall'alimentazione alla prevenzione, passando attraverso gli stili di vita per prevenire le malattie e l'appropriatezza delle cure. Messaggi che potrebbero essere visti da 700mila persone ogni anno, in situazioni molto ricettive, in quanto le persone non sono in transito ma in attesa”.

Il futuro offre grosse possibilità di miglioramento, ma anche incognite: “Una delle tante preoccupazioni è costituita dall'età media dei dipendenti della sanità, medici compresi – rimarca –. In un'azienda con 3.800 dipendenti, entro 3-4 anni, se ne andranno per pensionamento oltre 500 persone, in gran parte dotate di esperienze e di capacità enormi acquisite in decenni di lavoro. Ci sarà certo un ricambio generazionale ma ci vorrà tempo per ricostituire le risorse professionali necessarie per assicurare elevati standard qualitativi nelle cure”. Inoltre ci sarà il tema della capillarità dei servizi, anche amministrativi: “Faccio l'esempio dei 29 Cup aziendali che negli anni sono proliferati anche a 3-4 km di distanza gli uni dagli altri e che non sono più sostenibili, se non verranno efficacemente attivati sistemi alternativi di prenotazioni online, che richiederanno comunque tempo affinché la gente si abitui”.

Ma non c’è solo il futuro della sanità, oggi c’è quello della persona che ci ha speso molto tempo. Come vede il suo domani? “Ora, dopo tanti anni spero di riuscire a restituire alla mia meravigliosa famiglia il tempo che ho sottratto per ragioni di lavoro e soprattutto non pensare sempre all'Asl quando mi veniva rivolta la parola; finirò di pensare di notte ai molti problemi di lavoro da risolvere il giorno dopo”. E ci sarà anche spazio per gli hobby, con la giusta scaramanzia: “Cercherò di coltivare la mia passione preferita, ovvero viaggiare, conoscere popoli e paesi, in Europa e nel mondo – conclude con un sorriso –. E soprattutto cercherò di stare alla larga dalle corsie degli ospedali dell'Asl... come paziente”.

 

Marco Bertello

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