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Economia e lavoro | 13 aprile 2019, 10:15

Silver Economy: le opportunità per creare una rete di nuovo welfare sociale

L’Italia è il luogo in cui si vive meglio per aspettativa e qualità di vita. Un circolo virtuoso che fa del nostro paese un punto di riferimento per i cittadini con i capelli grigi, senza però un’offerta sociale dedicata.

Silver Economy: le opportunità per creare una rete di nuovo welfare sociale

I dati parlano chiaro: la qualità di vita in Italia fa a gara per il primo gradino del podio solo con il Giappone, in cui i centenari rappresentano una guida per le giovani generazioni ed una risorsa pubblica per l’isola immersa nell’Oceano Pacifico.

Il modello per valorizzare l’esperienza di vita vissuta, la conoscenza del mondo e la memoria storica dei “pensionati” giapponesi è integrato in modo profondo e concreto con economiapolitiche di welfare e consapevolezza di avere a disposizione veri e propri Patrimoni dell’UNESCO in carne e ossa.

Comprendiamo dunque che Tokyo non è famosa solo per l’innovazione tecnologica, i grattacieli, lo shopping e i treni magnetici ad alta velocità. E se i templi rivestiti di tappeti tatami, i parchi nazionali, le spiagge di Nishihama, le località sciistiche di Hokkaido, le 6852 isole e le centinaia di palazzi imperiali, non sono le uniche meraviglie a disposizione della monarchia parlamentare, ben altre eccellenze renderanno i 130 milioni di cittadini protagonisti del futuro del Paese.

In pratica: si investe sul futuro, solidamente agganciati alle tradizioni e all’esperienza degli anziani, una sorta di forma di investimento che genera un capitale garantito.

E in Italia cosa succede? Un italiano su quattro ha più di 65 anni e nel 2050 gli over 65 saranno il 30% della popolazione totale. Questi dati restituiscono la necessità di sviluppare una nuova offerta sociale di servizi “silver” per affrontare le esigenze di una popolazione matura, ma allo stesso tempo per godere dell’invecchiamento come risorsa per il Paese. La possibilità di vivere sino a 90 anni in Italia è quindi una tendenza inequivocabile, un fenomeno che delinea un nuovo assetto economico e sociale per il ruolo attivo e in salute degli anziani.

Il nostro principale compito oggi è creare il giusto ruolo per chi ha ancora la forza ma soprattutto il tempo di mettersi a disposizione del Paese, avendo cura di usufruire al meglio delle tradizioni, dell’esperienza e delle relazioni professionali consolidate in anni di attività nei vari settori produttivi.

Il futuro passa necessariamente dalla riorganizzazione in chiave moderna ed efficiente dei modelli di aggregazione di chi vive l’età della pensione, magari alleggerito da pensieri come pagare le bollettetrovare facilmente parcheggio in centro e non affrontare un’odissea quando si deve prenotare una TAC.

In Francia, ormai da circa un ventennio, esistono complessi residenziali in grado di aggregare sia persone più fragili, sia i cosiddetti giovani anziani, e forniscono a km zero, con un canone omnicomprensivo suddiviso in fasce, abitazioni immerse nel verde, dotate di domotica e teleassistenzacure sanitariesicurezza, attività di animazioneculturacinemateatro e servizi di gestione patrimoniale personalizzati, oppure la semplice verifica del pagamento delle utenze della casa lasciata in città. A conti fatti, un vero paradiso per chi non ha familiari o per chi desidera una vita fatta solo di passioni e di felicità.

Senza dubbio una rivoluzione culturale che - a prescindere dalle scelte di politica economica e sociale nazionali - premia chi investe in questa direzione, non fosse altro che per il milione di posti di lavoro, attivati, anche in Italia, dalla Silver Economy.

Una soluzione innovativa di Welfare che, oltre a far tesoro dell’esperienza di chi ha costruito l’Italia, rappresenta anche un prodotto finanziario semplice e senza pensieri per la Pubblica Amministrazione e per chi, a 80 anni, corre ancora la mezza maratona in tempi invidiabili!

Enrico Molinari

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