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Cronaca | 20 settembre 2019, 06:45

Enea nasce tra i boschi di Inverso Pinasca, senza acqua né telefono

La storia di una famiglia che abita e promuove una borgata “dimenticata”

Enea nasce tra i boschi di Inverso Pinasca, senza acqua né telefono

Enea è un neonato, secondo figlio di Emanuele Pennini, 38 anni, ed Elena, 25. Vive nei boschi di Inverso Pinasca, in Val Chisone, assieme al fratello Francesco di 4 anni. La famiglia abita nella borgata Lou Donn, composta da una quindicina di case in buona parte abbandonate e alcune frequentate sporadicamente, priva di acquedotto, fognatura e telefono, in una casa del 1722. 

Qui a borgata Don non c'è allacciamento all'acquedotto e ci si arrangia con l'acqua del torrente, né fognatura... Ovviamente neppure linea telefonica – è quanto papà Emanuele ha scritto all’Uncem (Unione nazionale dei Comuni, Comunità ed Enti montani) –. Il Comune fa quello che può e noi pure. Noi non abbiamo mai “stressato” il Comune perché ci rendiamo conto delle difficoltà per un piccolo Comune di far fronte a spese così grandi…”.
La loro scelta di vita impone una serie di riflessioni sul futuro dei borghi montani, come sottolinea Marco Bussone (presidente Uncem): “La storia di questa famiglia, l'arrivo di Enea, la presenza di due bambini in questo borgo non deve essere bollata come romantica, come quella vicenda futurista dei nuovi montanari. La famiglia Pennini è come altre che si trasferiscono dalle aree urbane in borghi montani, e ha bisogno di essere letta con attenzione, serietà. La loro è stata una scelta, come sempre di più registriamo. Che interpella tutte le Istituzioni, rispetto a cosa vogliono fare, o meno, per le aree montane”.

Intanto la giovane coppia ha scelto di raccontare la sua esperienza sul blog vitaaloudon.com, dove i testi sono redatti principalmente da Emanuele, mentre Elena li correda con le sue foto.

Redazione

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