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Attualità | 12 ottobre 2019, 18:27

Torino scende in piazza e si schiera con il popolo curdo: “Erdogan fascista assassino” [FOTO E VIDEO]

Presidio in piazza Castello in sostengo del popolo curdo per condannare l’invasione del Rojava da parte delle forze armate turche

Torino scende in piazza e si schiera con il popolo curdo: “Erdogan fascista assassino” [FOTO E VIDEO]

Torino scende in strada a fianco del popolo curdo. Un migliaio di persone si sono ritrovate in piazza Castello per manifestare il proprio dissenso contro l’invasione del Rojava, nel Nord della Siria, effettuata dal presidente turco Erdoğan.

Insieme ai numerosi cittadini curdi presenti, tanti torinesi di diversa estrazione sociale e idee politiche: da A.N.P.I. ai Giovani Democratici, passando per i ragazzi di Fridays for Future, Cigl e rappresentanti dei centri sociali torinesi. In piazza sono scesi anche consiglieri comunali torinesi, come Chiara Foglietta e Maria Pollicino. Tutti, inizialmente, hanno rispettato un minuto di silenzio in onore delle vittime dell’invasione turca, più diverse persone hanno dato vita a un comizio. Al grido di “Erdoğan assassino” e “Erdoğan dittatore fascista”, i manifestanti hanno urlato con rabbia l’indignazione per l’azione militare nei confronti di un popolo che ha già subito anni di minacce e guerre.

“Da anni il popolo curdo lotta per la propria libertà. Siamo stati l’ultimo baluardo contro l’Isis. Dodicimila militanti dello Stato Islamico sono pronti a scappare: le conseguenze saranno drammatiche per tutti, non solo per i curdi” ha spiegato Firat Hak, dell’ufficio di rappresentanza del popolo curdo a Roma. Durante il comizio non sono mancati i cori e gli striscioni contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, reo di aver ritirato le truppe statunitensi da Serekaniye, nel Nord della Siria, e di aver di fatto così avallato l’invasione turca contro il popolo curdo.

I manifestanti, che in corteo hanno percorso via Po, spiegando ai torinesi le ragioni della mobilitazione: “È in corso una guerra che sta causando centinaia di morti, migliaia di profughi”. “Bombardano chiese e civili. Lo fanno con le armi italiane: è in corso un attentato alla libertà. Non accettiamo l’ipocrisia dei nostri governanti”.

Mentre dall’altra parte del mondo colpi di mortaio rimbombano nel Rojava, le coscienze di un migliaio di torinesi, scosse, manifestano la loro contrarietà alla ennesima guerra che opprime i curdi.

Andrea Parisotto

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