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Viabilità e trasporti | 16 ottobre 2019, 05:00

Ciclabile di via Cavalli inagibile causa “scuola”: boom di genitori in malasosta all'uscita dei bimbi

Le auto cancellano la nuova pista ciclabile a costo zero. Bike pride: "Si metta un cordolo". La risposta dei genitori: "Hanno tolto tutti i parcheggi con un progetto scapestrato"

Ciclabile di via Cavalli inagibile causa “scuola”: boom di genitori in malasosta all'uscita dei bimbi

Auto ferme sulla pista ciclabile, bigliettini di scuse, ciclisti arrabbiati e genitori esasperati. Non è ancora stata inaugurata ufficialmente, ma la ciclabile di via Cavalli fa già discutere.

Basta recarsi sul posto negli orari di ingresso e uscita delle scuole per capire quanto la convivenza tra tutte le categorie che occupano la strada, in quella zona, sia estremamente difficile. Tra le 7:45 e le 8:15 e tra le 15:45 e 16:15, in via Cavalli si scatena il caos: la presenza di due istituti scolastici tra via Collegno e via Palmieri, di fatto, porta decine e decine di genitori sul posto. Impossibile trovare parcheggio, visto che di stalli ce ne sono pochissimi rispetto al numero di persone che in quegli orari verte su via Cavalli.

Il risultato? Decine di auto in malasosta, sulla pista ciclabile. C'è chi si ferma per 10 minuti, chi per mezz'ora e chi, molto onestamente, scrive un bigliettino su un foglio di carta e lo appiccica sul cruscotto, sperando che il vigile sia clemente.

Va detto che, almeno per il momento, la pista non è ancora stata inaugurata ufficialmente. Difficilmente però, una volta inaugurata, gli automobilisti cambieranno comportamento. Ed è per questo motivo, cercando di prevenire il problema, che da Bike Pride Torino arriva una richiesta precisa all'assessorato ai Trasporti: un cordolo che protegga i ciclisti e non consenta alle auto di invadere la ciclabile. “I lavori di via Cavalli non sono ancora conclusi e quindi aspettiamo la posa dei cordoli di protezione”, spiega Diego Vezza, referente di Bike Pride.

“Siamo favorevoli alla creazione di nuovi percorsi che proseguano quelli esistenti e favoriscano l'interconnessione delle ciclabili, per favorire la costruzione di una infrastruttura ciclabile che attiri nuovi ciclisti urbani e metta in sicurezza che sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto per i propri spostamenti urbani”, conclude il ciclista.

Dai genitori, al momento, solo tanta rabbia. “Cercheremo un’altra soluzione quando la inaugureranno, ma dove la mettiamo l’auto? Sugli alberi? Qui hanno tolto tutti i parcheggi”. Da tempo infatti residenti e genitori dei bimbi che frequentano le scuole della zona si definiscono preoccupati per la moria di stalli adibiti alla sosta. “Il progetto è scapestrato, pensato male: dal lato tribunale ci sono metri di strada privata e spesso vuota, destinata alle forze dell’ordine. Dall'altro invece la strada è strettissima”.

La sensazione è che ancor prima dell’inaugurazione, se pensata in questo modo la pista ciclabile di via Cavalli possa scontentare più di una categoria, creando non pochi problemi. A rimetterci potrebbero essere sia i ciclisti, impossibilitati dal proseguire il loro percorso nello spazio pensato per loro, che i genitori e i residenti, imbottigliati in una zona congestionata dal traffico, soprattutto da quando è stato aperto il “ponte” di corso Matteotti, e in cui trovare uno stallo regolare sembra diventata una vera e propria mission impossibile.

Andrea Parisotto

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