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Eventi | 23 ottobre 2019, 09:10

Il pianista Tharaud per la prima volta a Torino per l'Unione Musicale

Questa sera, al Conservatorio "Giuseppe Verdi", eseguirà un recital che spazio tra il Barocco e i primi del Novecento

Il pianista Tharaud per la prima volta a Torino per l'Unione Musicale

Ospite della stagione dell’Unione Musicale, arriva per la prima volta a Torino il pianista Alexandre Tharaud, considerato dalla critica mondiale il “nuovo” grande pianista francese. Questa sera l’artista sarà sul palco del Conservatorio Giuseppe Verdi, alle ore 21, per un recital che abbraccia ben due secoli di tradizione francese, dal repertorio barocco ai primi del Novecento.

«Impossibile interpretare Saint-Saëns, Debussy o Ravel dissociandoli da Couperin e Rameau – afferma Tharaud – questi compositori barocchi hanno posto le basi della musica francese». 

Vincitore con le sue incisioni dei più importanti premi al mondo, è in uscita il suo ultimo lavoro discografico per Erato, intitolato Versailles, ancora un’indagine fra i compositori barocchi francesi, più e meno noti, con opere anche mai eseguite al pianoforte. 

Il programma del concerto si apre con alcuni brani di Couperin e Rameau e di un autore per lo più sconosciuto al grande pubblico, Pancrace Royer. «Suonare Royer – secondo Tharaud – è elettrizzante, dà la possibilità di divertirsi, di sorridere con la tastiera. Royer mette in luce il collegamento con i compositori francesi di fine XIX e inizio XX secolo». Collegamento che, con un balzo di due secoli, si realizza nella seconda parte del concerto: Hommage à Rameaudalle Images di Debussy, è un brano che trasfigura l’arte e le suggestioni musicali e visive del Grand Siècle francese, mentre Versailles di Reynaldo Hahn è l’ultima Suite tratta dalla raccolta di brevi ed eleganti brani Le rossignol éperdu.

Si conclude con Ravel, di cui Tharaud propone la Sonatine del 1905, un lavoro in cui la malinconia per un passato perduto e il gusto novecentesco per la concisione formale rendono ancora una volta omaggio alla tradizione clavicembalistica francese. Una forte componente nostalgica è infine all’origine anche de La valse, «apoteosi del valzer viennese» celebrato nei difficili anni dopo la Grande Guerra, quando la società a cui apparteneva poteva dirsi definitivamente scomparsa.

Per maggiori informazioni: www.unionemusicale.it 

Manuela Marascio

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