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Politica | 20 novembre 2019, 14:12

Chiusa la prima fase del bando, i sindaci scrivono al Ministero: ''Via il Casello di Beinasco già nel 2020''

''Ci sono i presupposti economici, specie dopo tre anni di incassi in proroga, per legittimare la richiesta di sollevare il raccordo Torino-Pinerolo dal pagamento dei pedaggi''

Chiusa la prima fase del bando, i sindaci scrivono al Ministero: ''Via il Casello di Beinasco già nel 2020''

È scaduta il 18 novembre la prima fase del bando per il rinnovo della concessione autostradale su cui insiste il casello di Beinasco.

Fino a lunedì i concorrenti potevano presentare domanda per essere invitati a partecipare alla gara vera e propria per l’aggiudicazione della nuova concessione. Appena conclusi i termini, i sindaci di Beinasco, Bruino, Candiolo, None, Orbassano, Piossasco, Rivalta, Volvera, Vinovo e Airasca hanno scritto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per presentare un’istanza, come anticipato durante l’incontro avvenuto a Roma il 7 novembre scorso.

Il documento ha il supporto della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino, a conferma dell’unitarietà del territorio e di tutti i rappresentanti delle istituzioni locali sul tema. “Ci teniamo a ribadire con forza che le ragioni che avevano portato a realizzare la nuova barriera di Beinasco sono ormai venute meno e va ripristinata la possibilità per l’area sud ovest di Torino di avere il suo naturale ingresso in tangenziale a titolo gratuito, come è stato fino al 2006”, sottolineano i sindaci nel documento inviato al Ministero.

“Ci sono i presupposti e pure ampi margini economici, specie dopo tre anni di incassi in proroga, per legittimare la nostra decisa richiesta di sollevare il raccordo Torino-Pinerolo da pedaggiamento senza ulteriori indugi, già a partire dal prossimo anno, dando conto dell’assenza di barriera negli inviti alla gara per il rinnovo della concessione, che verranno inoltrati dopo il termine del 18 novembre

In sintesi, le richieste sono: eliminazione del casello di Beinasco già nel 2020 e inserimento di vincoli più stringenti nella stesura della gara. Il Ministero, come amministrazione aggiudicatrice, si è infatti riservato la facoltà di modificare la gara a suo insindacabile giudizio, senza che i concorrenti possano avanzare pretese di qualsiasi genere e natura. L’aggiudicazione della gara definitiva dovrebbe avvenire tra la metà del 2020 e il 2021, gli amministratori locali chiedono l’eliminazione del casello nelle more della chiusura del percorso della gara, quindi già dal prossimo anno.

Viene inoltre richiesto un incremento nell’attribuzione dei punteggi per la valutazione delle offerte della gara futura nella parte in cui si definisce “l’individuazione di un sistema di esazione che al contempo assicuri la tutela dei diritti dei consumatori, favorisca la crescita economica del territorio e sia comunque orientata alla tutela ambientale” per ottenere maggiori garanzie su progetti di attenuazione dell’impatto ambientale e di sistemi di pedaggiamento più equi.

Nell’incontro svolto a Roma, i funzionari del Ministero hanno dato segnali di apertura e disponibilità alle richieste di sindaci, Città Metropolitana e Regione. Gli amministratori locali con la presentazione di questo documento voglio mantenere alta l’attenzione e chiedere atti concreti agli impegni presi.

Massimo De Marzi

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