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Eventi | 28 gennaio 2020, 10:41

"WoMan Ray" da record per Camera: oltre 30mila visitatori e chiusura fissata al 2 febbraio

La media è stata di circa 350 ingressi al giorno lungo quasi 90 giorni

"WoMan Ray" da record per Camera: oltre 30mila visitatori e chiusura fissata al 2 febbraio

Sono state oltre 30.000 le persone che hanno visitato la mostra “WO | MAN RAY. Le seduzioni della fotografia”, a cura di Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola ed esposta a CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, dedicata a un grande maestro del XX secolo: Man Ray.

WO | MAN RAY, con una media di circa 350 visitatori al giorno in quasi 90 giorni di apertura, è la mostra che ha chiuso con i numeri più alti di pubblico dall’apertura di CAMERA - ottobre 2015 - ad oggi.

C’è ancora tempo fino a domenica 2 febbraio per scoprire il mondo di Man Ray fotografo, artista e uomo la cui creatività e il cui estro si intrecciano in maniera inscindibile con quelli di numerose figure femminili; donne che, quasi sempre, hanno a loro volta una storia non meno affascinante da raccontare, sia sul piano biografico che su quello creativo. Lee MillerBerenice AbbottDora MaarMeret Oppenheim. E Kiki de MontparnasseNusch ÉluardJuliet (l’ultima moglie): modelle, amiche, compagne, soprattutto artiste di altissimo livello, anche loro protagoniste della mostra nelle oltre 200 fotografie esposte.

Come è ormai prassi a CAMERA - osserva il Direttore Walter Guadagnini - abbiamo voluto raccontare un pezzo di storia dell’arte e della fotografia da una prospettiva sorprendente: tutti conoscono Man Ray, i suoi nudi dall’erotismo sensuale, provocatorio e giocoso, ma non altrettanto conosciuta è la storia delle donne che con lui hanno collaborato, vissuto, litigato, che da lui hanno imparato e a lui hanno insegnato, e che si sono rivelate come altrettante protagoniste dell’arte e della fotografia mondiale. In questa nuova prospettiva, abbiamo ricreato un ambiente, raccontato una storia in parte inedita ed esposto dei capolavori come le leggendarie “Le Violon d’Ingres” (1924), “Noire et blanche” (1926) e “La Prière” (1930)”.

Continua il Direttore “Ringrazio, quindi, tutto il numeroso pubblico che, attento e curioso, si è lasciato accompagnare in questo mondo surrealista e mi auguro che rinnovi la sua attenzione anche per la prossima mostra in programma - apertura il 20 febbraio -, che presenterà i capolavori della prestigiosa Collezione di Guido Bertero che spaziano da una concezione sociale ad una concettuale della fotografia attraverso nomi come quelli di Capa, Ghirri, Cartier-Bresson, Giacomelli, Klein, Carmi e molti altri ancora.”

comunicato stampa

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