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Economia e lavoro | 06 novembre 2017, 16:42

Politecnico di Torino: pronti altri 10 milioni di investimenti per continuare a essere i primi della classe

Le risorse si aggiungono ai 33 milioni stanziati ogni anno. Domani l'inaugurazione dell'anno accademico alla presenza del capo dello Stato Mattarella

Politecnico di Torino: pronti altri 10 milioni di investimenti per continuare a essere i primi della classe

Ultima inaugurazione di un anno accademico con Marco Gilli in veste di rettore, visto che la scadenza di mandato si avvicina, ma soprattutto una cerimonia alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Conto alla rovescia in vista di domani alle 11, con cifre che - sottolinea Gilli - non vogliono essere un bilancio di mandato, ma un focus su quanto si fa nel nostro ateneo, quali direzioni si stanno prendendo e con quali investimenti. "Il Paese presenta criticità forti che vanno corrette e serve impegno per far fronte ai cambiamenti dettati dalle nuove tecnologie", dice il rettore.

"Siamo cresciuti molto e siamo tra le prime 10-15 scuole di ingegneria in Europa e al 52esimo posto al mondo. Abbiamo però ottenuto il primo posto al mondo per impiego dei nostri laureati (94% contro il 66,2 di media italiana) ed è una grande gratificazione". "Il tema - prosegue - è che in Italia ci sono pochi laureati e di questi pochi trovano lavoro. Da noi, però, gli iscritti sono in aumento, addirittura un +50% dal 2012 a oggi. E crescono anche gli studenti stranieri, in numero e in qualità: quasi il 25% sono cinesi".

Particolare, soprattutto, la tendenza che vede un afflusso di studenti che, esaurita la laurea trimestrale vicino a casa, scelgono il Politecnico per i due anni di magistrale. Ma è da questa posizione che bisogna insistere. E investire: "La formazione sarà ciò che cambierà di più nei prossimi anni. Ci saranno attori nuovi insieme a scuole e università, avvalendosi di nuove tecnologie. Forse proprio le macchine faranno formazione", provoca (ma fino a un certo punto) Gilli.

"Ma noi siamo convinti che il campus universitario resta centrale. E ci daremo da fare investendo 10 milioni per laboratori più ampi e strutturati, ma vogliamo puntare anche su didattiche innovative, seppur in continuità col passato. E vorremo avviare lauree triennali professionalizzanti, veri. Oltre a diversificare l'offerta formativa anche in fase di master".

Altri numeri sono quelli che vedono il Poli coinvolto su tre filoni di progetti (Europa, Italia e con le aziende), ma soprattutto che vede l'ateneo al primo posto come fondi pro capite ottenuti nell'ambito di Horizon 2020. Ben 12 le iniziative finanziate. Erano 2, in origine. "Esisteva in passato una disparità tra noi e gli altri grandi atenei. Ecco perché abbiamo scelto di affiancare i nostri migliori ricercatori per renderli competitivi e ora stiamo ottenendo i risultati".

Un ruolo fondamentale l'ha avuto la scelta di spingere sull'internazionalizzazione e sulle collaborazioni con altri centri di eccellenza come il MIT. Ma dà i suoi frutti anche la scelta di aggiungere visiting professor al corpo docente del Politecnico, non potendo competere sulle retribuzioni dell'estero. Ogni 12 mesi, gli investimenti pluriennali complessivi arrivano a 33 milioni di euro "presi dall'utile di ateneo - dice Gilli - che prosegue e non è un una tantum come capita per i 10 milioni stanziati per i laboratori".

Massimiliano Sciullo

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