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Economia e lavoro | 25 settembre 2018, 14:20

Caffè amaro per i dipendenti torinesi del gruppo Jde: da gennaio chiude il sito produttivo di Andezeno

La società, proprietaria dei marchi Splendid e Hag, ha già aperto la procedura di licenziamento per tutti i 57 dipendenti. La rabbia dei sindacati, la Regione scende in campo chiedendo il ritiro degli esuberi

Caffè amaro per i dipendenti torinesi del gruppo Jde: da gennaio chiude il sito produttivo di Andezeno

Un caffè amaro, anzi amarissimo. Un'altra pessima notizia che arriva dal fronte del lavoro, stavolta dalla cintura di Torino. Il gruppo Jde chiuderà dal primo gennaio 2019 il sito produttivo di Andezeno, l'unico presente in Italia, trasferendo tutta la produzione nelle altre fabbriche europee.

La società, presente sul mercato con gli storici marchi Splendid e Hag, ha aperto la procedura di licenziamento per i 57 dipendenti. I sindacati Uila e Flai, che hanno proclamato due giornate di sciopero, ritengono che la scelta di chiudere il sito di Andezeno sia "scellerata perché in quello stabilimento si producono due prodotti storici per il mercato italiano".

"Si aprirà un grosso problema per tutti i 57 dipendenti e per un territorio che già ha gravi problemi occupazionali". Per questo motivo le associazioni dei lavoratori chiedono il ritiro della procedura di licenziamento collettivo, per "aprire un tavolo per trovare soluzioni utili al mantenimento dell'occupazione". Ma intanto c'è da fare i conti con questa mannaia che sta per cadere sulle teste di quasi sessanta famiglie.

“Apprendiamo con grande preoccupazione la notizia dell’annunciata chiusura, da parte del gruppo Jde, dello stabilimento di Andezeno dove si producono due storici marchi di caffè, creando gravi ripercussioni occupazionali sul territorio": lo dichiara l’assessora al Lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, in merito alla decisione del gruppo olandese di cessare l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, avviando una procedura di licenziamento collettivo per tutti i 57 dipendenti.

“Convocheremo il prima possibile – aggiunge Pentenero – un tavolo regionale, chiedendo all’azienda di ritirare la procedura e avviare un confronto con i sindacali e le istituzioni, senza l’inaccettabile Spada di Damocle dei licenziamenti”.

Massimo De Marzi

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