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Eventi | 15 ottobre 2018, 13:52

Uniti per Unito alla Certosa. Collegno trasforma un luogo di dolore in un luogo di cultura (FOTO e VIDEO)

Un evento storico che porta la città verso l’innovazione didattica ed educativa con l'Università di Torino e Scienze della Formazione primaria. Il sindaco Casciano: "Siamo aperti alla cultura in un luogo storico che ora appartiene ai ragazzi"

Uniti per Unito alla Certosa. Collegno trasforma un luogo di dolore in un luogo di cultura (FOTO e VIDEO)

Dalla culla alla laurea, il Comune di Collegno si arricchisce di un nuovo servizio che accompagna i suoi studenti dal momento in cui compiono i primi passi fino all’attimo in cui gli uomini e le donne di domani possono camminare da soli nella strada della vita. Un passaggio storico che accoglie nuovi studenti in un luogo testimone di fatti importanti e che oggi continua a fare la storia.

Da luogo di sofferenza ad un posto dove poter liberare il proprio pensiero al suono della cultura, la Certosa ha visto entrare, accompagnata dalla mazza dell’ASL To3, la mazza dell’Università di Torino in un segno che vuole essere sinonimo di cambiamento e innovazione. Niente più muri quindi, ma un ampliamento di confini per dare il benvenuto alla facoltà di Scienze della Formazione Primaria. Ad accogliere le matricole e i docenti universitari tutti gli allievi di ogni grado delle scuole collegnesi che hanno assistito al ritorno dell’Università in città, prendendo così visione del proprio futuro da studenti. Collegno raccoglie quindi il testimone del proprio passato per rinnovarsi, permettendo all’università di tornare a casa.

 

“Abbiamo una città aperta alla cultura in un luogo storico che ora appartiene ai nostri ragazzi - ha dichiarato il sindaco di Collegno Francesco Casciano -. La Legge Basaglia trova oggi compimento e oggi abbiamo l’opportunità di liberare il pensiero. Qui a Collegno pensiamo che possa nascere il centro nazionale di formazione dei docenti, perché in Italia abbiamo bisogno di un posto dove gli insegnanti possano continuare a formarsi. Noi dobbiamo coccolare i nostri studenti. Ricordatevi che questo è un posto dove si può crescere in pace. Ognuno deve fare la propria parte, questo segreto della nostra comunità”. 

La sede universitaria di Scienze della Formazione primaria sarà quindi ospitata presso un’area di 2230 metri quadrati sue piani, compresa la torretta al secondo piano che ospiterà alcuni uffici per i docenti. Al piano terra, così come al primo piano, saranno presenti l’accesso principale, 4 aule da circa 35 posti ciascuna, un’aula da 200 posti compartimentata rispetto al resto della struttura, un ufficio, un locale reception, una “control room” e un locale quadri elettrici. Al piano superiore invece saranno presenti anche tre uffici e un locale accoglienza, mentre il secondo piano sarà dedicato agli uffici.


A partire da domani, quindi, 250 matricole potranno studiare alla Certosa, un numero che si raddoppierà l’anno prossimo per triplicarsi il successivo. “L’università vuol dire giovani e più presenza alla vita - ha dichiarato Sergio Chiamparino -. Il futuro dell’area metropolitana cresce qui ed è un buon segno che rafforza la capacità attrattiva”. 

Un nuovo volto, dunque, per Collegno che dopo duecento anni dà non solo il benvenuto ma anche il bentornata all’università di Torino. “In questo luogo si aprono nuove storie - ha sostenuto il rettore Gianmaria Ajani -. L’università fa la differenza. L’accoglienza che abbiamo avuto qui ci conferma che l’università continua ad essere centrale per dare ai cittadini il futuro che desiderano”. 

Dopo aver scoperto la targa che dà ufficialmente il via all’apertura delle porte della città di Collegno alla cultura e all’educazione universitaria, le nuove matricole sono state accolte con un welcome kit.

Diana Tassone

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