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Cronaca | 05 luglio 2019, 12:15

La storia di Lorenzo: con la tecnologia "ritrova" la mano che un petardo gli ha portato via a Capodanno [VIDEO]

Il ventenne di Druento aveva perso tre dita a causa dell'esplosione. "Mi hanno restituito una vita normale". Ora sarà portatore di un messaggio educativo, in accordo con il Comune, per la prevenzione

La storia di Lorenzo: con la tecnologia "ritrova" la mano che un petardo gli ha portato via a Capodanno [VIDEO]

"Penso di chiudere la mano e lei si chiude, grazie all'impulso che arriva alla strumentazione". Un miracolo della tecnologia, quello che dopo mesi di sofferenza oggi racconta Lorenzo Di Modica, il ventenne di Druento che lo scorso Capodanno aveva perso parte della mano destra a causa dell'esplosione di un petardo, a Bardonecchia. Fu subito trasportato al CTO e operato: in tre ore gli furono ricostruite parti del mignolo e dell'anulare, amputando però la parte compromessa dell'arto.

Ora Lorenzo è seduto in mezzo ai medici che lo hanno curato e seguito in questi lunghi mesi. È l'equipe del dottor Bruno Battiston, direttore SC Ortopedia e Traumatologia 2 a indirizzo Chirurgia della Mano del Cto. Muove la sua nuova mano, la i-Digits, maneggia una pallina, apre e chiude le dita, apparentemente senza sforzo. Un elettrodo è posto sulla pelle a recepire la contrazione del muscolo. L'input diventa un impulso elettrico che permette alla protesi, che pesa meno di un chilo, di muovere le tre dita meccaniche. Il tutto, accompagnato anche da una app sul cellulare che permette di selezionare le prese che il ragazzo vuole fare. Un dispositivo che può arrivare fino a 36 prese. Per lui, un risultato frutto di tanta fisioterapia, finalizzata a valorizzare le capacità residue.

La protesi sta aiutando Lorenzo da un mese e mezzo. "È stato un paziente eccellente - sottolinea il dottor Giuseppe Massazza, direttore del Dipartimento Ortopedia, Traumatologia e Riabilitazione Città della Salute - perché è stato bravissimo a imparare ed è stata bravissima tutta l'equipe ad assisterlo".

Quella notte, a curare Lorenzo in urgenza, c'era la dottoressa Elisa Dutto. "Mi sono accanita a mantenere parte del quarto e quinto dito per conservare funzionalità e sensazioni. Ora la tecnologia lo aiuta. Ma sono decisioni che dobbiamo prendere in fretta. Ma grazie alla buona volontà di tutti, anche del paziente, si possono ottenere risultati".

"Mi è capitato di trattare lesioni da petardo anche in bambini più piccoli e fuori dal periodo delle Feste. Il messaggio educativo deve essere forte e incisivo".

"A ridosso delle Feste vorremmo avviare una campagna di sensibilizzazione contro i botti - dice Roberto Ariagno, direttore dell'officina ortopedica Maria Adelaide che ha fornito la protesi - e abbiamo già avviato un dialogo con il Comune". "Tecnologie di questo genere possono costare da 20.000 euro a 40.000 euro euro e ne hanno fatte 25" spiega il direttore Ariagno.

"Serve un'azione educativa per i più giovani - dice Battiston - anche facendo colorare ai bambini disegni che illustrano le azioni pericolose, da evitare. Purtroppo quello che è capitato a Lorenzo succede perché nessuno pensa che possa succedere qualcosa".

"Ringrazio tutti. Mi si dà una nuova possibilità di tornare a una vita normale - conclude Lorenzo -. Senza di loro ora forse sarei al quindicesimo piano del CTO a capire cosa può essere del mio futuro". Lorenzo aveva abbandonato gli studi per lavorare con i suoi genitori nella gestione del trattamento rifiuti. "Ora stiamo cercando di ripartire, anche sotto questo aspetto".

Massimiliano Sciullo

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