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Cronaca | 11 dicembre 2019, 13:22

Operazione contro gli ultrà granata, azzerato il gruppo “Torino Hooligans”

Emessi daspo per una durata complessiva di oltre 500 anni. Il questore Giuseppe De Matteis: “Gli stadi vanno riconsegnati agli sportivi e alle famiglie, ci aspettiamo delle reazioni ma non ci fanno paura e non ci faremo intimidire”

Operazione contro gli ultrà granata, azzerato il gruppo “Torino Hooligans”

Daspo per una durata complessiva di oltre 500 anni, decine di denunce in tutta Italia e tre licenze revocate ad altrettanti esercizi pubblici. Sono alcuni dei numeri dell’operazione condotta dalla digos di Torino nei confronti del tifo violento, che ha azzerato il gruppo ultrà granata “Torino Hooligans”, attivo in Curva Primavera.

Un settore dello stadio “Olimpico Grande Torino” dove storicamente convivono in pace tifosi di fede opposta e, soprattutto, famiglie con bambini. “Un esempio a livello nazionale - ha spiegato il questore di Torino Giuseppe De Matteis - che gli ultrà volevano eliminare attraverso risse e altre condotte violente, compresi cori offensivi e discriminatori”.

Nei confronti del gruppo, che una volta trovava posto in Curva Maratona ma che a seguito di dissidi con altre componenti del tifo si era spostato in Primavera, sono stati emessi 75 daspo, con durata dai 4 ai 10 anni. Ai tifosi sono stati, inoltre, comminate 500 sanzioni amministrative per circa 85 mila euro. 

"Le direttive del capo della polizia sono chiare - ha aggiunto il questore - gli stadi vanno riconsegnati agli sportivi e alle famiglie. Ora ci aspettiamo delle reazioni degli ultrà ma andremo avanti, non ci fanno paura, non ci facciamo intimidire. Bisogna ricondurre il gioco del calcio a uno spettacolo di sport, a noi interessava dare un segnale, perché purtroppo sempre più persone usano lo stadio come un territorio di conflitto, quando invece dovrebbe essere un luogo di festa".

Il dirigente della digos Carlo Ambra, che ha coordinato l’indagine, ha poi spiegato che i tifosi colpiti da daspo "sono persone che durante la settimana conducono vite normali, senza alcun collegamento accertato con fazioni politiche”.

L'indagine ha permesso di denunciare 71 ultrà dei Torino Hooligans che dovranno rispondere, fra le altre cose, di rissa, lesioni, porto d'armi e violenze aggravate anche ai danni degli steward che lavorano allo stadio. Una violenza a 360 gradi diretta a tifosi ospiti, supporter del Torino, verso la società e le forze dell’ordine.

Nell'ambito della stessa operazione, la digos ha denunciato 32 ultrà napoletani e individuato 8 tifosi interisti nei confronti dei quali saranno emessi altri daspo. Sotto la lente degli inquirenti due gare disputate di recente: Torino-Napoli del 6 ottobre e Torino-Inter del 23 novembre, durante le quali si sono verificati gli episodi violenti che hanno dato un'accelerata all'indagine. 

Fra gli episodi contestati al gruppo ultrà granata anche cori discriminatori nei confronti dei tifosi del Napoli e i fatti avvenuto lo scorso 2 novembre in occasione del derby contro la Juve, quando i tifosi hanno assalito il bus del Toro con calci e pugni e verso il quale erano stati lanciati anche dei fumogeni.

La polizia ha, inoltre, sospeso la licenza a tre esercizi pubblici "per motivi di ordine di sicurezza pubblica”. Si tratta dell’associazione culturale Polki Kot di via Massena, il bar Mixer di via Filadelfia e il circolo Arci Al Testabalorda di via Bertolleth.

Essenziale al fine della riuscita dell’indagine la collaborazione del Torino FC, che aveva presentato una prima denuncia dopo la gara col Napoli risalente alla stagione 2016/2017, quando una bomba carta lanciata dai Torino Hooligans era esplosa vicina a uno steward, causandogli la perdita permanente del 30% dell'udito a un orecchio.

 

Marco Panzarella

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