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Eventi | 02 febbraio 2020, 10:50

"Ripensiamo l'abito usato per una moda a impatto zero": ecco l'antispreco di Atelier Riforma

La giovane start up torinese ha organizzato un evento di lancio domani, lunedì 3 febbraio, a Casa dell'Ambiente: l'obiettivo è diffondere l'economia circolare e sensibilizzare sui consumi

"Ripensiamo l'abito usato per una moda a impatto zero": ecco l'antispreco di Atelier Riforma

Trasformare abiti usati per contenere l’impatto ambientale dell’industria della moda, in un perfetto meccanismo di economia circolare e riduzione degli sprechi. È questa la filosofia di Atelier Riforma, giovanissima start up torinese nata nel 2019 dall’intuizione di Elena Ferrero e Sara Secondo, all'interno del progetto "Talenti per l'impresa"​ di Fondazione CRT.

L’idea è di raccogliere capi di seconda meno e affidarli a sartorie sociali, piccoli brand sostenibili e stiliste o sarte in proprio che ne curino la trasformazione, per renderli di nuovo spendibili sul mercato. “Abbiamo pensato – spiega Sara – che non tutti apprezzano la moda vintage o l’usato di per sé. Rimodellando i vestiti, quindi, cerchiamo di stimolare l’interesse dei consumatori, facendo rete tra le piccole realtà attive a Torino e dintorni nel settore. Soprattutto vogliamo sensibilizzare a un consumo consapevole e aiutare le fasce più in difficoltà della popolazione”.

Sappiamo – continua – che non è facile al giorno d’oggi essere eco-friendly nel modo di vestire: è per questo che vogliamo andare incontro a ognuno, al di là delle sue possibilità economiche, con azioni anche piccole, ma che, messe insieme, fanno tanto per l’ambiente”.

Atelier Riforma si rivolge quindi a chiunque abbia a cuore l’ecosistema, ami la creatività e voglia influire positivamente sulla società, magari ispirando gli altri con uno stile unico e riconoscibile.

Il primo evento di lancio, lunedì 3 febbraio dalle ore 18.30, sarà ospitato a Casa dell’Ambiente (corso Moncalieri 18), dove diverse realtà attive nella moda sostenibile racconteranno la propria esperienza e rifletteranno sugli sviluppi futuri. Sono stati invitati Rén Collective, Olesea Ionita, imprenditrice e fondatrice di Amrita Kids e del progetto "Reborn in Italy", il Progetto Abito, realizzato dall’Associazione San Vincenzo de Paoli, e Irene Maddio, laureata in Scienze Internazionali con una tesi dal titolo: "Non chiamateli scarti: un'indagine sul consumo di abbigliamento usato".

Durante l'evento ci sarà una live performance di upcycling realizzata da alcuni studenti dell'Istituto di Moda Torino e dell'Accademia Italiana di Moda e Couture.

Atelier Riforma – concludono Sara ed Elena – vuole contribuire a contrastare la cultura dell’usa e getta, offrendo un modello alternativo, attento all’ambiente e alle odierne sfide sociali. Concepiamo l’economia basata sull'estensione della vita dei prodotti, la produzione di beni di lunga durata e la riduzione della produzione di rifiuti. Vogliamo passare dall’ottica ‘produco, uso, butto’ a quella ‘produco, uso, riformo’: un continuo trasformare, riutilizzare, creare dal vecchio, innovare l’obsoleto”.

Manuela Marascio

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