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Cultura e spettacoli | 07 aprile 2020, 15:28

"Veniamo noi da voi": per raccontare Palazzo Cisterna al tempo del coronavirus

Una nuova rubrica per far conoscere le tante opere d’arte che il palazzo racchiude e che la Città metropolitana conserva e promuove

"Veniamo noi da voi": per raccontare Palazzo Cisterna al tempo del coronavirus

Palazzo dal Pozzo della Cisterna, sede aulica della Città metropolitana di Torino, così come tutti i musei e dimore storiche, in questi giorni di emergenza sanitaria Covid-19 è chiuso al pubblico. Sospese le visite animate dai Gruppi Storici, che in situazione di normale attività si svolgono un sabato al mese, è sorta l’esigenza di continuare a raccontare le tante opere d’arte che il palazzo racchiude e che la Città metropolitana conserva e promuove.

E’ nata quindi da alcune settimane la rubrica “Veniamo noi da voi”, un modo per “ingolosire” i futuri visitatori che oggi non possono spostarsi né programmare alcun tour, ma possono certamente iniziare a scoprire, se non conoscono, o a ripassare, se sono gli affezionati frequentatori delle visite a palazzo, l’importante patrimonio artistico che Palazzo Cisterna custodisce.

La rubrica, pubblicata sul sito www.cittametropolitana.torino.it, sui canali social dell’Ente e sull’agenzia settimanale online Cronache da Palazzo Cisterna, di settimana in settimana tocca e approfondisce un aspetto del palazzo, antica dimora dei Savoia Aosta: si è iniziato a raccontare la storia familiare che lega il monumentale portone d’ingresso in ferro battuto ad una prestigiosa famiglia di fabbri di Firenze, le cui eredi sono venute in visita a Torino alla ricerca di un anello mancante per chiudere il cerchio dell’attività lavorativa della famiglia Biondi; si è passati a descrivere l’arte di Piero da Cortona nel suo dipinto “La raccolta della manna” collocato nello Studio del Duca al piano nobile del palazzo di via Maria Vittoria 12 e, a seguire, si è raccontato un altro importante quadro custodito in Sala Marmi: Il Ghiacciaio del Monte Bianco di Giuseppe Camino, pittore piemontese della metà dell’ottocento.

Ogni settimana si racconta una storia, perché questo è un modo semplice di trovare piacere e nutrimento. Lo sapevano gli antichi e lo sappiano molto bene anche noi. Mai come in questi giorni di emergenza sanitaria abbiamo bisogno di racconti che ci allietino e che ci portino da un’altra parte, dove una voce narra e un pubblico appassionato ascolta.

comunicato stampa

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