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Cronaca | 16 aprile 2020, 11:38

Maxi sequestro di mascherine a Torino: arrivavano dalla Cina come “donazioni”, ma erano destinate alla vendita

Fra i denunciati uno studente del Politecnico: ai finanzieri ha raccontato che l’obiettivo era far giungere in Italia 5 milioni di dispositivi

Maxi sequestro di mascherine a Torino: arrivavano dalla Cina come “donazioni”, ma erano destinate alla vendita

All’ingrosso avrebbero fruttato oltre un milione di euro le 400.000 mascherine importate illecitamente dalla Cina e sequestrate dalla Guardia di finanza di Torino, che ha denunciato quattro persone di nazionalità cinese, fra cui uno studente di 26 anni laureatosi al Politecnico.

Il giovane, che si è recato in caserma a bordo di un’auto di grossa cilindrata con vetri scuri, autista e interprete, ha raccontato ai militari che l’obiettivo era importare nell’arco di una settimana 5 milioni di mascherine, utilizzando lo stesso stratagemma, ossia spacciare le scatole contenenti i dispositivi di protezione come “donazioni” destinate a ospedali ed enti locali, in modo tale da eludere i controlli alla dogana.

Le mascherine sequestrate sono risultate a norma e nei prossimi giorni saranno distribuite sul territorio, con precedenza a ospedali e case di riposo. Da ulteriori accertamenti è emerso che, a inizio marzo, proprio quando è scoppiata l’emergenza, due delle persone denunciate hanno deciso di improvvisarsi imprenditori e aprire la partita Iva per vendere all’ingrosso i dispositivi medici. In un magazzino di un noto market cinese a Moncalieri sono state sequestrate 100.000 mascherine e altrettante sono state requisite in un ristorante di Orbassano, chiuso al pubblico e utilizzato per nascondere i pacchi arrivati dalla Cina. 

Marco Panzarella

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