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Pinerolese | 03 maggio 2020, 13:00

Essere un circolo ai tempi del coronavirus: le difficoltà e le preoccupazioni dello Stranamore di Pinerolo

I soci hanno aiutato a salvarlo dalla chiusura, ma le incognite sono molte

Essere un circolo ai tempi del coronavirus: le difficoltà e le preoccupazioni dello Stranamore di Pinerolo

Le sedie rimangono rigirate sui tavoli del locale chiuso in via Ettore Bignone ormai da fine febbraio. Abbastanza tempo per prendere consapevolezza che quando verrà l’ora di riaprire, per lo Stranamore e gli altri circoli sociali, nulla sarà più come prima e il bisogno che le persone avvertono di perdersi ogni tanto in mezzo agli altri dovrà scendere a compromessi con altre istanze. «In questo momento è un po’ come ci stessero dicendo che la socialità è la cosa meno importante mentre è stata finora considerata come un’esigenza primaria» riflette Elena Patrone vicepresidente del circolo Arci di Pinerolo e responsabile dell’organizzazione degli eventi. «La situazione è talmente complessa che è disorientante persino porsi la domanda: quando potremo ripartire? – continua –. Tuttavia sono sicura che ce la faremo e che mano a mano verranno individuate le soluzioni. Permane il dubbio che anche quando sarà possibile riaprire, la gente per un po’ potrà avere timore ad affrontare i luoghi affollati».

Sospese tutte le attività per l’emergenza sanitaria del nuovo coronavirus, Stranamore ha mantenuto sulla pagina Facebook alcune proposte culturali e la possibilità di organizzare chiacchierate su Skype e intanto cerca alleati per porre il problema del futuro delle associazioni culturali. «Abbiamo partecipato alla formulazione dell’appello di Arci Piemonte, pubblicato lunedì 27 aprile, e rivolto alle forze politiche, al Governo e al Parlamento, alle fondazioni e al mondo della filantropia, alla Regione e agli enti locali, affinché vengano prese misure di sostegno all’associazionismo piemontese» annuncia Paolo Bertolotti, presidente del circolo pinerolese. Associazione che prevede nello statuto proprio lo scopo di combattere la solitudine facendo sì che la gente si possa incontrare anche al di là delle piazze virtuali, Stranamore non ha alcuna prospettiva per la ripartenza dei concerti: «Per questo la mia preoccupazione è duplice – aggiunge Patrone –. Cosà sarà del futuro artistico dei musicisti? Come tenere conto delle esigenze artistiche del pubblico?».

Il rischio chiusura è stato scongiurato da poco grazie all’intervento economico dei soci che Bertolotti tiene a ringraziare: «Il loro apporto è stato indispensabile in queste settimane ma il futuro riserva ulteriori impegni economici: tra spese per gli affitti, le utenze e i dipendenti raggiungiamo circa 4.000 euro al mese». Per affrontare le incognite, si prova a fare rete con altre realtà del territorio: «Mi piacerebbe coinvolgere le altre associazioni in difficoltà – dichiara Bertolotti –, in modo da interloquire con l’Amministrazione comunale».

Elisa Rollino

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