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Cronaca | 06 giugno 2020, 13:00

L’eco pass di Bobbio Pellice: opinioni divise sull’impatto sul turismo

Il Cai Uget Val Pellice avrebbe voluto essere consultato. Opinioni contrastanti tra i gestori delle strutture ricettive interessate dal cambiamento

La Conca del Pra

La Conca del Pra

Sulla decisione del Comune di Bobbio Pellice di introdurre un eco pass nel fine settimana per accedere in strade molto frequentate dai turisti, le opinioni degli addetti ai lavori della montagna sono contrastanti. Da metà giugno, per salire la strada della Comba dei Carbonieri che raggiunge il rifugio Barbara Lowrie e per accedere al tratto di strada che dal piazzale di Villanova porta all’imbocco della pista agrosilvopastorale che porta alla Conca del Pra, è previsto un costo di 3 euro e il passaggio sarà concesso solo a un numero limitato di auto. La decisione è stata presa anche tenendo conto dell’importante afflusso di turisti che provoca ingorghi dei veicoli.

Critico il Cai Uget Val Pellice che è proprietario del rifugio Barbara Lowrie e del Willy Jervis nella Conca del Pra: «In linea di massima non siamo contro la regolamentazione del traffico in montagna ma dobbiamo considerare che le nostre strutture stanno vivendo un periodo difficile: hanno già dovuto ridurre notevolmente i coperti e i posti per dormire a causa delle normativa per il distanziamento sociale. La decisione andava almeno discussa e avremmo dovuto essere informati prima» dichiara Giacomo Benedetti. «Inoltre non siamo sicuri che l’eco pass possa contribuire a decongestionare il traffico e i parcheggi – continua –: gli automobilisti potrebbero decidere di parcheggiare nel tratto più in basso tra Bobbio Pellice e Villanova, creando problemi. Sicuramente sarebbe stato necessario tenere conto della situazione particolare alla Comba dei Carbonieri».

Cinzia Fornero, che gestisce il rifugio Barbara Lowrie, non nasconde il proprio dispiacere: «Questa decisione inciderà molto sul turismo della nostra zona, ancor più in un anno segnato dalla crisi economica: i nostri clienti tipo arrivano dall’hinterland torinese, spesso sono operai o comunque lavoratori che hanno sofferto per lo stop alle attività produttive. Per loro una spesa di 3 euro fa la differenza». Crede quindi che potranno esserci meno turisti in arrivo al rifugio e ricorda che le condizioni della strada della Comba sono precarie: «Si fa pagare l’accesso a una strada piena di buche e non ancora in sicurezza». Su quel tragitto negli anni passati ci sono stati ingorghi di auto e sono dovuti intervenire i Carabinieri, ma per il gestore del Barbara il problema è uno solo: «Prima che diventassero di moda i tumpi (pozze d’acqua, ndr) non succedeva. Bisognerebbe risolvere questo specifico problema».

Nella Conca del Pra invece le opinioni sono opposte. Approva Roby Boulard, guida alpina e gestore del rifugio Willy Jervis nella Conca del Pra: «Se a Torino si paga 2,50 euro all’ora per il parcheggio, non vedo perché non si possa pagare 3 euro per una giornata qua. D’altronde in qualsiasi valle turistica vada, trovo sempre i parcheggi a pagamento». Per gestire gli escursionisti in montagna però non basterà l’eco pass: «Sarebbe necessaria una promozione turistica professionale: non ha senso che la domenica lungo la strada che sale al Pra ci siano mille persone mentre in altri valloni laterali molto interessanti, ad esempio quello degli Invincibili e della Lioussa, se ne incontrino poche decine – aggiunge –. Dobbiamo riflettere su quale tipo di montagna, di turismo e di attività economiche vogliamo in Val Pellice». «È un’ottima idea per regolare l’intensità del traffico nel fine settimana e per trovare risorse per manutenere le due strade che spesso ne hanno bisogno» commenta Silvana Charbonnier della locanda storica La Ciabota. Bruno Catalin, che gestisce un agriturismo e produce toma, saras e burro, è meno entusiasta della scelta ma ne comprende le ragioni: «L’eco pass può funzionare se gestito bene. D’altronde il Comune giustamente ha bisogno di risorse per fare manutenzione alle strade». Fino a qualche anno fa, al suo agriturismo si poteva arrivare direttamente in auto: i clienti dell’azienda agrituristica infatti erano autorizzati a percorrere la pista agrosilvopastorale, ma poi la normativa è cambiata: «Da un paio d’anni non c’è più questa autorizzazione ma se la gente ha piacere di salire alla Conca viene lo stesso. Anche per quanto riguarda l’eco pass non abbiamo paura che diminuiscano i clienti».

Elisa Rollino

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