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Cronaca | 11 giugno 2020, 07:00

Emergenza casa, a Torino il dramma abitativo post pandemia: “Si rischiano migliaia di sfratti”

Ripartono le udienze in tribunale e ripartono gli sfratti per morosità: tra inquilini e proprietari, il Covid ha creato ancora più poveri in città

Emergenza casa, a Torino il dramma abitativo post pandemia: “Si rischiano migliaia di sfratti”

C’è una Torino che a partire da settembre rischia di rimanere in ginocchio. E’ la Torino dell’emergenza abitativa, dei cittadini che già prima facevano fatica a pagare l’affitto e ora, a causa dell’emergenza Coronavirus, tra cassa integrazione, perdita del lavoro e stop forzati, rischia di diventare moroso, con le conseguenze del caso.

 

La data del 1° settembre non è casuale, anzi. E’ allora, dopo l’estate, che ripartiranno le esecuzioni degli sfratti sospese pre pandemia. Di fatto, ripartendo poi le attività del tribunale, a quella situazione già critica si uniranno i “nuovi” sfratti per morosità, quelli creati dall’emergenza Coronavirus. A detta dei sindacati degli inquilini, a rischio vi sarebbero centinaia, se non migliaia, di famiglie. Non nell’immediato, quanto nei mesi successivi, tanto che come orizzonte temporale è stata delineata la primavera 2021.

 

Ai proprietari di casa va leggermente meglio ma, come sottolineato dall’Associazione Proprietà Edilizia, un quarto dei locatori vive con un reddito inferiore a 26.000 euro anni: il mancato introito dell’affitto diventa anche per loro un problema non da poco nell’equilibrio dell’economia domestica.

 

A fronte di una situazione che si prospetta drammatica, quali misure possono mettere in campo le istituzioni per salvaguardare gli equilibri sociali di una grande città come Torino e porre un freno all’emorragia dell’emergenza abitativa? Una delle soluzioni più caldeggiate delle associazioni di categoria è la rinegoziazione dei canoni d’affitto, con una cifra minore da pagare per il locatario e un intervento sull’Imu per quei proprietari di casa che decideranno di abbassare il canone. Una sorta di effetto spirale per sostenere tutti, senza scontentare nessuno.

 

L’altra richiesta avanzata è quella di aumentare la presenza delle case popolari o quantomeno delle residenze temporanee, al fine di avere a disposizione soluzioni sia a lungo termine che a breve termine per le famiglie in difficoltà.  In ultimo, è unanime il coro di voci che chiedono al Comune e alla Regione di snellire la procedura per distribuire il più velocemente i fondi stanziati dal Governo e dal Decreto Riparti Piemonte. Soldi che, oggi più che mai, rappresentano un’ancora di salvezza per le famiglie in difficoltà che rischiano di non avere un tetto sotto cui abitare.

Andrea Parisotto

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