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Cronaca | 12 giugno 2020, 18:58

Cub di nuovo in piazza a Torino: “Cassa integrazione al 40%, così si impoveriscono i lavoratori”

Presidio davanti alla Regione Piemonte per chiedere sostegni maggiori. Protestano anche le dipendenti dei servizi mensa: “In estate siamo senza tutele, rivedere il contratto nazionale”

Cub di nuovo in piazza a Torino: “Cassa integrazione al 40%, così si impoveriscono i lavoratori”

Cub di nuovo in piazza per chiedere più tutele per i lavoratori: l'ennesimo presidio di protesta è andato in scena questo pomeriggio davanti alla sede della Regione Piemonte in Piazza Castello.

Nel mirino, ancora una volta, la cassa integrazione, giudicata insufficiente: “In questi mesi – ha spiegato il coordinatore Flaica Cub Stefano Capello – i lavoratori percepiscono solamente il 40-50% dello stipendio per 18 settimane, a fronte di una capacità temporale potenzialmente doppia. I ritardi e i mancati anticipi da parte delle imprese, inoltre, hanno creato situazioni di povertà effettiva”.

Il sindacato di base evidenzia anche ulteriori criticità: “È in atto – ha proseguito – un uso scorretto della cassa integrazione, applicata anche senza necessità o con i dipendenti in ferie. Una vera e propria truffa ai danni di lavoratori e Inps, lo denunceremo all'Ispettorato del Lavoro”.

A fronte di tutto ciò, vengono avanzate alcune richieste: “Deve essere garantito – ha concluso Capello – un importo dignitoso, pari ad almeno mille euro in presenza di un contratto full time, e la proroga del periodo di cassa integrazione per i lavoratori di quei settori ancora costretti alla chiusura. Ci rivolgiamo alla Regione perché può intervenire direttamente sugli ammortizzatori e portare queste istanze sui tavoli nazionali; restiamo in attesa di un incontro con l'assessore”.

A protestare sono anche le lavoratrici dei servizi mensa (settore che include tutta la filiera compresi autisti e magazzinieri), virtualmente organizzate nel gruppo Facebook “Addette mensa unite”: “Il nostro contratto – hanno dichiarato – è legato ai periodi scolastici: oltre alla sospensione dello stipendio, con l'estate vengono congelati anche contributi, assegni familiari, tredicesima e quattordicesima".

"Molte di noi sono mono-reddito con due o tre figli a carico: non riuscendo a trovare lavori alternativi a causa della crisi ci sono grosse difficoltà, chiediamo la cassa integrazione e la modifica del contratto nazionale”.

Marco Berton

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