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Attualità | 30 giugno 2020, 11:42

La protesta degli studenti torinesi: "Tagliati i servizi, ma le tasse dobbiamo pagarle"

Una cinquantina di manifestanti in piazza Castello contro Edisu e Unito

La protesta degli studenti torinesi: "Tagliati i servizi, ma le tasse dobbiamo pagarle"

"Sono quattro mesi che non riceviamo risposte da Edisu e Regione, hanno tagliato i servizi ma le tasse dobbiamo pagarle per intero". Una cinquantina di studenti si sono ritrovati stamattina in piazza Castello per protestare contro l'Università e l'Ente regionale per il diritto allo studio.

"L'Edisu - dicono - ha chiuso palestre, cucine nelle residenze e sale studio, eppure i cfu necessari per accedere ai benefici sono sempre gli stessi".

Durante l'evento, organizzato da Alter Polis, CollettivaMente e Studenti Indipendenti, i ragazzi hanno chiesto che sia garantito il diritto allo studio e vengano ridotti i crediti formativi necessari per accedere alle borse di studio "12 Cfu per il primo anno e 18 per il secondo anno".

E ancora "posti dove studiare e poterci confrontare e tutele per i fuori sede".

"La Giunta regionale ascolti quanto hanno da dire gli studenti e le studentesse in piazza oggi a Torino. La pandemia ha costretto loro ad enormi sacrifici e oggi, se non cambieranno le condizioni e i vincoli previsti dal bando annuale dell’Edisu, rischiano di non poter accedere a tutte le agevolazioni inerenti le borse di studio, i servizi abitativi e i contributi integrativi per la mobilità internazionale", sottolinea Sarah Disabato, Consigliera Regionale M5S Piemonte.

"Per questa ragione ho depositato un’interrogazione per  chiedere alla Giunta Cirio se ha intenzione di intervenire con una riduzione dei crediti utili per accedere ai servizi garantiti dall’Ente, accogliendo le istanze del mondo studentesco. Le richieste degli studenti e delle studentesse non possono essere ignorate".

Marco Panzarella

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