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Eventi | 24 luglio 2020, 07:00

Inaugurazione del nuovo parco di Avigliana, tra musica, clownerie e il teatro di Plauto

Taglio del nastro domani alle ore 18. A seguire, concerto della Bandakadabra e spettacoli di clownerie e magia a cura di Borgate dal Vivo. La sera, i "Menecmi" di Francesco Montanari

Inaugurazione del nuovo parco di Avigliana, tra musica, clownerie e il teatro di Plauto

Sabato 25 luglio il Comune di Avigliana inaugurerà un nuovo parco in piazza del Popolo, che comprenderà una zona verde con giochi per bambini e uno spazio adibito a spettacoli dal vivo.

Il festival Borgate dal Vivo contribuirà all'evento con un pomeriggio animato da spettacoli di strada e musica.

Si comincia alle ore 18 con il taglio del nastro in presenza delle autorità. A seguire, partirà il concerto itinerante della Bandakadabra, "fanfara urbana" torinese che ha ripreso in grande stile il suo programma di appuntamenti estivi. La musica accompagnerà e legherà, in una sorta di fil rouge, gli spettacoli di clownerie, giocoleria, bolle di sapone e magia a cura di Stefano Cavanna, Stefano Ricca, Riccardo Forneris e Davide Rivoira.

Seguirà un rinfresco per tutto il pubblico presente.

L'appuntamento serale, dalle 21.30, vedrà l'anteprima della nuova messa in scena di Francesco Montanari, i Menecmi, adattamento delle celebre opera di Plauto. L'evento è a ingresso gratuito su prenotazione (http://www.borgatedalvivo.it/menecmi).

La storia sempre amatissima di due fratelli gemelli, separati alla nascita, che si rincontrano dopo lunghe peripezie, dando origine a una serie di scambi di persone tipici della "commedia dell'equivoco" che sarà fortunatamente ripresa secoli dopo da Shakespeare.

Quanto accade sul palco genera inevitabilmente l’ilarità dello spettatore, per suo il carattere grottesco, ma innesca, al tempo stesso, anche la riflessione catartica, per la verosimiglianza delle situazioni rappresentate. Recitata da un solo attore che interpreta i due personaggi, ben si presta all’interpretazione psicoanalitica per cui i Menecmi possono rappresentare i due caratteri di ogni individuo, che ha in sé tutto e il suo contrario. 

"Il tentativo qui – inedito e forse ardito – è quello di entrare nella vicenda per estrarne il mito e confrontarlo con gli uomini contemporanei", si legge nelle note di regia. "Il fulcro dell’indagine, infatti, è comprendere cosa sia rimasto, oggi, della struttura di quella commedia latina. Cosa è arrivato e cosa si è perso per strada, cosa rappresentano quei due gemelli identici che lottano per riunirsi contro le forze del caso? Non si uscirà da questo spettacolo con delle risposte, ma neanche con un groviglio di domande. Piuttosto si uscirà con una storia nella testa narrata, tra aneddoti e suggestioni, da due voci scanzonate e autorevoli". 

Manuela Marascio

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