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Economia e lavoro | 29 luglio 2020, 19:26

Mahle, ora si apre una prospettiva di futuro: La Loggia e Saluzzo andranno alla brianzola IMR

Degli attuali 345 lavoratori, 25 saranno spostati a Grugliasco, mentre circa 50 arriveranno alla pensione tramite Naspi

Mahle, ora si apre una prospettiva di futuro: La Loggia e Saluzzo andranno alla brianzola IMR

Potrebbe esserci una svolta nella vicenda della Mahle, l'azienda che - tra La Loggia e Saluzzo, dà lavoro a circa 345 persone. Dall'incontro in videoconferenza che si è tenuto oggi tra Regione, sigle sindacali e vertici aziendali, emerge che c'è l'accordo con IMR che è pronta a rilevare entrambi i siti, sia quello torinese che quello cuneese. IMR industriale Sud, questo il nome completo, ha sede a Carate in Brianza ed è attiva nel settore automotive. 

Dei 345 lavoratori, in base all'accordo (è stato realizzato il verbale di intenti, mentre per l'atto notarile si dovrà attendere la fine dell'anno), 270 rimarranno al loro posto, mentre 25 saranno spostati presso Mahle Behr di Grugliasco e altri 50 invece, con i vincoli previsti dall'accesso alla pensione, accederanno volontariamente alla Naspi.

Si tratta di un'azienda a conduzione famigliare, controllata dalla famiglia Garbarini ed è presente anche in Germani, Spagna e Polonia. Attualmente conta circa 2200 e un fatturato di 330 milioni.

"L'azienda chiederà 24 mesi di Cigs per ristrutturazione aziendale nei quali sarà effettuata la formazione e l'integrazione al lavoro dei lavoratori - dicono Bruno Ieraci e Pier Andrea Cavallero, di Fiom Torino e Cuneo -. E' una notizia positiva, ora si deve far partire la trattativa sindacale a breve, per quello che riguarda le normative, l'armonizzazione salariale e l'applicazione del contratto nazionale dei Metalmeccanici".

"Confidiamo in un dialogo costruttivo e utile a rispettare i tempi previsti, che dovrebbero portare all’inizio della riconversione nella prima parte del 2021 - aggiungono i sindacalisti di Fim-Cisl Torino e Canavese e Fismic Cuneo -. Riteniamo importante la permanenza della nuova realtà nell’ambito del settore industriale metalmeccanico. Ringraziamo per il supporto il MiSE e la Regione Piemonte, certi del loro continuo interessamento in merito a questa vicenda".

L'incontro si sarebbe dovuto tenere una settimana fa, mercoledì 22 luglio. Le cause dello slittamento sono da riferirsi, probabilmente, a messe a punto del piano che verrà presentato in videoconferenza. 

La Mahle il 23 ottobre dello scorso anno dichiarava di voler chiudere gli stabilimenti di Saluzzo e La Loggia perché operanti in un mercato “non più competitivo”, quello della produzione di pistoni per il mondo diesel.

L’indomani si apriva la procedura di licenziamento collettivo per circa 450 dipendenti (209 a Saluzzo e 243 a La Loggia). Una lunga trattativa con un braccio di ferro prolungato tra sindacati e azienda: licenziamenti sospesi a fine novembre per 30 giorni dopo l’incontro al Mise che allungano i tempi utili per trovare una risoluzione a inizio febbraio. Poi un secondo tavolo al Mise a fine gennaio che porta al ritiro dei licenziamenti con l'attivazione di un anno di cassa integrazione straordinaria e nomina di un advisor proveniente dalla svedese Ural Mercury che si è occupata di valutare le possibilità di reindustrializzazione del sito.

«Fin dal primo giorno ho seguito il caso della Mahle con costanza, concretezza e senza mai alzare i toni perché sapevamo di avere buone possibilità di risolvere la situazione - commenta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Sono felice per questa notizia che dà nuovamente fiducia per il loro futuro a centinaia di lavoratori e desidero ringraziare l’assessore Chiorino per l’impegno e la determinazione con cui ha portato avanti per mesi questa lunga trattativa».

«Sono estremamente soddisfatta - aggiunge l'assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino - del fatto che, dopo tanto lavoro, sia stata individuata una soluzione positiva che interesserà gran parte dei lavoratori della Mahle. Una soluzione resa possibile grazie all’intervento della IMR - solida azienda già presente sul territorio piemontese - che rappresenta un segnale molto positivo ed evidenzia che, nonostante il momento che stiamo vivendo, esistono ancora realtà che intendono investire e credere nel nostro territorio per ricostruirne il tessuto economico. Questa operazione dimostra anche un altro aspetto fondamentale, che noi sosteniamo dal primo giorno: il Piemonte è ancora attrattivo. Fatto che ci spinge a lavorare con ancora più determinazione, seguendo con la massima attenzione l’evolversi di questa vicenda e offrendo la nostra massima disponibilità per i futuri passaggi. Questa operazione rappresenta certamente un segnale forte che ci suggerisce come la ripresa e lo sviluppo della nostra economia non siano chimere o sogni, ma obiettivi realmente perseguibili».

Massimiliano Sciullo

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