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Cronaca | 05 agosto 2020, 10:50

Il Grande Fratello torinese divide i 5 Stelle. Paoli: “Costo esorbitante, non aumenta la sicurezza”

Durissima anche Daniela Albano (M5s): "La peggior democrazia, quella che fa passare le cose di nascosto, in agosto, senza discussione politica"

Il Grande Fratello torinese divide i 5 Stelle. Paoli: “Costo esorbitante, non aumenta la sicurezza”

Il tema sicurezza divide la maggioranza a Torino. E’ stato presentato ieri Argo, il nuovo sistema di videosorveglianza integrata che permetterà, grazie all’installazione di 150 telecamere circa, di far arrivare a 360 gli occhi elettronici in grado di vigilare sul capoluogo piemontese. 

Una spesa di 1,5 milioni di euro, divisi nei primi 800.000 euro già deliberati dalla Giunta e altri 700.000 euro richiesti al ministero. Una cifra piuttosto sostanziosa. In attesa dell’accensione delle prime telecamere, prevista comunque per l’inizio del 2021, qualcuno in seno alla maggioranza pentastellata ha alzato la mano ed espresso tutti i propri dubbi, affidandoli a Facebook: è il caso della consigliera Maura Paoli, considerata tra gli appartenenti all’ala più tradizionalista del Movimento 5 Stelle.

Cinque, sostanzialmente, le perplessità sollevate dalla Paoli: un presunto non aumento della sicurezza, la questione costi, la percezione di una città pericolosa, le conseguenze sociali della videosorveglianza e infine un progressivo abbandono della stessa nei paesi che per primi ne avevano testato l’efficacia.

Non esistono certezze sull'efficacia del dispositivo: le ragioni di questi interventi sono in tutto e per tutto politiche e dimostrano una certa volontà di puntare su strategie immediate e d'impatto mediatico, a scapito di interventi di progettazione a più lungo termine che favoriscano l'integrazione e la costruzione di reti sociali e mutualistiche” attacca la consigliera sui social, allegando al post l'immagine di una signora intenta a nascondere la polvere dietro una tenda. 

Dalla Paoli arrivano poi frecciatine circa il coinvolgimento (o meglio, mancato coinvolgimento) della maggioranza della sindaca: “Con chi ha discusso questa strategia politica? Se l'avesse fatto con noi forse avrebbe compreso che nella gara a chi è più destra, vince sempre la destra”. Anche lo sfogo su Facebook, di fatto, viene motivato con un’impossibilità a parlare direttamente con la prima cittadina: “Non c’è stata una discussione politica seria sull'argomento e non c’è stato nessun passaggio per il Consiglio Comunale. Lo capisco, probabilmente una discussione puntuale sull'argomento avrebbe fatto emergere dei dubbi sull'utilità della videosorveglianza, rendendo meno credibili i toni trionfalistici della conferenza stampa di ieri”.

Per la consigliera, infatti, le telecamere servirebbero più per un riconoscimento post crimine rispetto alla funzione auspicata da sindaca, vicesindaca e comandante della polizia municipale di deterrente. Questione costi: Paoli evidenzia difficoltà che vanno oltre l'investimento iniziale "Quanto costerà mantenerle, e chi lo farà?" si chiede la consigliera, citando i costi annuali milionari sostenuti in città francesi. L'utilità viene poi messa in dubbio anche dal suo collega, Damiano Carretto: "Malgrado il fatto che in molte città non siano state utili, spero che a Torino diano i risultati sperati. Ma credo che le telecamere non possano essere l'unica soluzione". Ancora più dura Daniela Albano (M5S): “Condivido la posizione della collega Maura Paoli. La peggior democrazia, quella che fa passare le cose di nascosto, in agosto, senza discussione politica. E anche questa volta ce ne faremo una ragione…”.

Diametralmente opposta la posizione dell’assessore all’Ambiente, ex capogruppo del M5s torinese, Alberto Unia: “Le iniziative sul territorio ci sono e sono parecchie. Sono una persona che crede nella rigenerazione fatta da chi vive il territorio. Purtroppo in alcuni casi non sono state sufficienti. Purtroppo questo non basta come dicevo e credo che le persone abbiano bisogno di segnali anche di questo tipo da un'amministrazione. Risolveranno il problema? Lo vedremo, ma di sicuro è indispensabile provarle tutte perché i cittadini se lo meritano”. Con lui, anche il consigliere Antonio Fornari: “Se vuoi diminuire i reati, probabilmente le telecamere servono poco a nulla come evidenziato da alcune ricerche. Se invece vuoi contrastare atti di vandalismo (esempio aree gioco sempre rotte) oppure la sicurezza stradale agli incroci, le telecamere sono un ottimo aiuto per i Comuni”.

Insomma, il Grande Fratello torinese non convince pienamente una maggioranza che si aspettava, in parte, un maggior impegno (soprattutto dal punto di vista economico, per interventi immateriali più che per l'installazione di telecamere. La spaccatura è confermata anche da una risposta di Paoli a un utente che le ha chiesto come mai, vista la sua contrarietà, sostenesse ancora questa maggioranza: "Perché credo ancora in alcune cose e voglio vederle portate a termine. Da dentro è meglio. E poi chi rimarrebbe a criticare quelle che non mi piacciono?”.

Andrea Parisotto

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