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Cronaca | 07 agosto 2020, 15:53

Chiude l’edicola storica di via Pietro Micca: “Disposti a venderla a 1 euro al Comune” [FOTO e VIDEO]

La resa di Filomena e Giuseppe: "E' impossibile andare avanti così". Proprietari attendono il Comune per non doversi anche fare carico dei costi di smantellamento

Chiude l’edicola storica di via Pietro Micca: “Disposti a venderla a 1 euro al Comune”  [FOTO e VIDEO]

Un euro e cinquanta per comprare un quotidiano, un euro per comprarsi tutta l'edicola. E' un ultimo gesto d'amore quello che la famiglia Rota rivolge al Comune di Torino: "La storica edicola la vendiamo al Comune a un prezzo simbolico, purché non sparisca".

L'attività, presente da fine '800, era stata acquistata 30 anni fa, nel 1990, da Filomena e Giuseppe. La crisi del settore, però, li ha messi in ginocchio. Impossibile andare avanti a queste condizioni e sebbene il chiosco sia stato acquistato per oltre 160 milioni di lire, oggi è in vendita a 40.000 euro. Una cifra piuttosto bassa, ma comunque in grado di allontanare ogni possibile investitore. Nessuno, al giorno d'oggi, pare essere intenzionato a investire sulle edicole. 

Da qui, anche al fine di non doversi accollare persino i costi relativi allo smantellamento dell'edicola, la proposta che la famiglia rivolge al Comune di Torino: acquistarla a una cifra simbolica. Anche a un euro se necessario.

"Se nulla cambia chiudiamo l'attività a fine anno. Se il Comune di Torino vuole rilevare l'attività a un prezzo simbolico, noi gliela cediamo ben volentieri. Poi sarà la Città a decidere cosa farne" affermano i coniugi. "Dopo tanti anni dover smantellare il chiosco ha un costo che non vorremmo sostenere. Non guadagneremo nulla. Se il Comune vuole acquistarlo per una cifra che non so quale possa esser bene. In estrema ipotesi siamo disponibili a darglielo a 1 euro" ribadisce il figlio Alessandro.

Sì, perché se un privato dovesse acquistarla dovrebbe comunque mantenere la destinazione d'uso edicola. Ma questo mondo, oggi, non è più remunerativo. L'eventuale acquisto da parte di Palazzo Civico permetterebbe invece di cambiare destinazione d'uso al chiosco.

"Una storia significativa dei tempi che stiamo vivendo. Le misure finora messe in campo dall'Amministrazione si sono rivelate assolutamente insufficienti. Questa volta almeno, la Città di Torino risponda presente. Le edicole non sono soltanto attività commerciali da sostenere, a maggior ragione in questa fase storica di crisi, ma anche elementi che, se attivi, costituiscono una barriera contro desertificazione e degrado. Su questo tema mi sono battuto in questi anni, ottenendo risultati in tema di riduzione degli oneri. Ma non è sufficiente. Mi auguro che da questa vicenda nasca un bando di idee sulle edicole, capace di coinvolgere le strutture del centro, per esempio con finalità turistiche, e quelle delle periferie, magari con finalità sociali" afferma Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati.

Se l'amministrazione dovesse fare orecchie da mercante, l'idea di Magliano è quella di donare simbolicamente l'euro necessario per l'acquisizione. L'imperativo è non fare sparire una struttura memoria storica della Torino che fu, magari dandogli nuova vita.

 

Andrea Parisotto

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