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Economia e lavoro | 15 settembre 2020, 20:03

Lavoratrici di welfare, mense e scuole protestano contro il Comune: “Vogliamo risposte o sarà sciopero”

Presidio di protesta, oggi pomeriggio, organizzato dalla Cub. A scendere in piazza sono state assistenti sociali, educatrici professionali, addette mensa e assistenti educative

Lavoratrici di welfare, mense e scuole protestano contro il Comune: “Vogliamo risposte o sarà sciopero”

“Adesso basta, vogliamo risposte o sarà sciopero”: sono arrabbiate, per una crisi che sembra non avere una via d'uscita, le lavoratrici dei servizi comunali che oggi pomeriggio sono scese in piazza per ribadire la precarietà di una condizione aggravata ulteriormente dall'emergenza Covid-19 e chiedere alla Città di Torino di fare qualcosa. La mobilitazione, che ha coinvolto assistenti sociali, educatrici professionali, addette mensa e assistenti educative non accenna dunque a placarsi.

Molto particolare è il caso di assistenti sociali ed educatrici: “L'anticipo della scadenza al 30 settembre - hanno spiegato Giusy Sciammaro, Anna Tosello e Ottavia Guaita – danneggerà più di 130 persone inserite nella graduatoria 2017, mentre le 12 assunte a tempo determinato a 36 mesi rischiano di essere licenziate pochi giorni prima della scadenza del contratto. Tutto questo a fronte di una continuo arruolamento di interinali”.

Le lavoratrici del welfare, nel frattempo, hanno indetto una petizione comunale con circa 400 adesioni: “Così facendo – hanno proseguito – si metteranno ancora più a rischio la qualità e la continuità di un servizio essenziale, già minato dalle carenze d'organico. Il Comune avrebbe facoltà di prorogare la graduatoria e il loro scorrimento era contenuto nel programma: è una questione di scelte di bilancio, perché vengono assunti vigili e assistenti bagnanti?”.

Decisamente preoccupante anche la situazione delle addette alle mense scolastiche: “Siamo senza stipendio - ha dichiarato Rosa Nobile – da sette mesi e percepiamo un fondo integrativo salariale al 40% da giugno, senza considerare il fatto che nel periodo di sospensione estiva siamo state lasciate totalmente allo sbando e senza possibilità. Siamo disgustate, ormai siamo diventate persone invisibili. Qualche mensa è già ripartita ma del nostro futuro non sappiamo nulla”.

Le assistenti educative, da circa dieci anni, sono invece reclutate esternamente: “Il Comune - hanno fatto sapere – sta gestendo al ribasso gli appalti di un servizio che si occupa di pulizia e assistenza alle maestre: la conseguente riduzione di ore e personale ci sta mettendo in difficoltà, tanto da costringerci a svolgere un doppio lavoro. Come se non bastasse, siamo ancora prive di dispositivi di protezione adeguati come le visiere, essenziali nel rapportarsi con bambini senza mascherina”.

Marco Berton

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