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Cultura e spettacoli | 23 settembre 2020, 17:35

Tra donne folli, emarginate e femministe: al Cap10100 arte e dibattiti sulla violenza di genere

Dal 24 al 26 settembre si svolgerà la prima edizione di "La postura del consenso": mostra fotografica, conferenza, teatro e "rapsodia" di versi

Tra donne folli, emarginate e femministe: al Cap10100 arte e dibattiti sulla violenza di genere

Un festival sulla necessaria attualità del femminismo fuori dal consueto isolamento "di nicchia", ma inserito piuttosto all'interno di un vivace e dinamico spazio artistico. Prende il via domani "La postura del consenso", rassegna ospitata dal Cap10100 (corso Moncalieri 18) fino al 26 settembre per "Torino a cielo aperto", che spinge a riflettere su tematiche cruciali e ancora insolute del nostro presente, quali la violenza di genere fisica e psicologica.  

Lo scopo, come spiegano gli organizzatori, è di "dare voce a tutte quelle associazioni e realtà attive sul territorio, in uno spazio di pregio e bellezza in centro città, ribadendo l’importanza di protrarre questi discorsi anche, e non solo, nel mondo della cultura".

Delineandosi come "luogo di sensibilizzazione multiforme e multidirezionale", il festival accoglierà diversi ospiti, provenienti da vari settori. 

Domani il gruppo filosofico torinese Rifrazioni presenterà al pubblico le proprie peculiari metodologie simposiali, sviluppando un incontro orizzontale di discussione a intervento. Il tutto accompagnato da un duo orchestrale.

Per tutte e tre le giornate di festival sarà inoltre esposta una mostra fotografica che vede la compresenza di due artiste di generazioni differenti: una dei nostri giorni, Isabel Rodriguez, l'altra attiva nei movimenti femministi degli anni '70, Liliana Branchesi. L'intento è di creare una sinergia generazionale, un ponte che leghi le necessità delle prime lotte femministe con l'azione artistica dei tempi contemporanei, evidenziandone affinità e contrasti. 

 

Venerdì 25 si terrà invece una conferenza che vedrà sedere allo stesso tavolo varie personalità e associazioni del territorio, quali il Centro studi e documentazione del pensiero femminile, l'influencer Due dita nel cuore (Denise Dangelilli) e Valentina Gallo, direttrice del Cap10100.

Alla sera andrà in scena il micidiale Clitennestra o del crimine, monologo a cura di Viren Beltramo della Compagnia GenoeveseBeltramo, spettacolo di denuncia esplicita e cruda.

Sabato sera il festival si chiuderà con Decomposizioni, una rapsodia di versi, lettere private e interviste, nata dai temi che accumunano le produzioni e le biografie di Anne Sexton, Alda Merini e Maria Fuxa. Tre donne, tre poetesse che hanno subito l'internamento negli ospedali psichiatrici, le cui vite risuonano echeggiando l'una nell'altra. Come la lente di un caleidoscopio, l'allestimento trasfigura la vicenda delle tre protagoniste per restituire le storie di altre donne, di tutte le figure femminili "folli" e marginalizzate, attraverso l'orrore e il non-luogo del manicomio, per ricomporre infine un inno alla vita e all'arte.

Manuela Marascio

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