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Attualità | 18 ottobre 2020, 17:10

Battuto dal Cagliari con Cairo minacciato, Toro nel tunnel della crisi e della contestazione

Giampaolo, ancora a zero punti dopo tre partite giocate, è già sulla graticola. Il presidente pesantemente contestato, con una testa di maiale lasciata all’esterno della sede di un noto quotidiano

Battuto dal Cagliari con Cairo minacciato, Toro nel tunnel della crisi e della contestazione

Il maestro del calcio, il cultore dello spettacolo, per adesso è mister zero. Come i punti in classifica del Toro dopo tre partite giocate. Marco Giampaolo è già sulla graticola alla quarta giornata di campionato, ultimo in classifica, dopo l’inopinata sconfitta casalinga per 3-2 contro il Cagliari, arrivata dopo i k.o. contro Fiorentina e Atalanta (e il rinvio della gara col Genoa). L'ultima volta che era successo al Toro fu nel 2002/2003, stagione conclusasi con una amarissima retrocessione.

E meno male che Don Riccardo Robella, il padre spirituale granata, celebrando il ricordo di Gigi Meroni, nel 53° anniversario del volo interrotto della Farfalla granata, aveva detto che di solito la domenica successiva al ricordo dello storico numero 7 il Toro non perdeva… Questo 2020 è un autentico annus horribilis per i tifosi granata. Se gli scivoloni precedenti erano da mettere in conto, visto il valore delle avversarie, il Cagliari aveva racimolato un solo punto nelle prime tre gare ed appariva avversaria alla portata. Ma questo Toro che concede gloria ad ogni squadra, è riuscito a prenderne tre anche dal Cagliari,e una volta di più non è bastata la generosità e la doppietta di Andrea Belotti.

La domenica era iniziata già nel modo peggiore, perché a poche ore dalla gara contro il Cagliari, dopo i tre casi di sabato (un giocatore e due membri dello staff) era saltato fuori un altro positivo al coronavirus nel Toro. E anche in questo caso, l’identità del calciatore, che era tra i convocati per la gara dell’Olimpico, non è stata rivelata. In compenso il solito Belotti, solo contro tutti, aveva aperto la gara nel mondo migliore, trasformando il rigore dell’1-0. Ma dietro il Torino è una sorta di banda del buco, prende gol sempre molto simili, addirittura con la difesa schierata e già molto prima dell’intervallo il Cagliari l’aveva ribaltata.

Nella ripresa è giunto subito il 2-2 del Gallo, ma alla fine ha sbagliato anche il portiere, il sempre positivo Salvatore Sirigu, determinante con l’errore che ha condotto al 3-2 di Simeone, ma questo perché se davanti hai una pochezza disarmante, anche il portiere finisce di andare in barca. Capitan Belotti nel recupero con una rovesciata spettacolare ha sfiorato la tripletta personale, ma il portiere Alessio Cragno ha negato il 3-3 al Gallo. E adesso per il Toro si fa molto dura e c’è chi ipotizza che la panchina di Giampaolo inizi a scricchiolare pesantemente, con l’ipotesi di un ritorno in panchina di Moreno Longo, il traghettatore della scorsa stagione.

Chissà cosa starà passando nella testa di Urbano Cairo, al di là delle dichiarazioni di prammatica. Intanto il patron granata deve fare i conti con un crescendo della contestazione nei suoi confronti. Nella notte tra venerdì e sabato ignoti hanno minacciato il massimo dirigente, recapitando davanti la sede del quotidiano La Stampa, in via Lugaro, una testa di maiale, accompagnata da uno striscione con su scritto “Porco, vendi!” e la scritta “Cairo” accanto alla testa mozzata dell’animale. Sull’episodio, non il primo caso di contestazione al presidente granata ma sicuramente uno tra i più violenti, sta già indagando la Digos.

Un pessimo clima dentro e attorno al Toro, che conferma di stare vivendo un autentico annus horribilis in questo 2020. E dire che era iniziato con il colpaccio a Roma (firmato dal solito Belotti), da allora solo sconfitte e spesso anche figuracce disarmanti e un valzer di allenatori che al momento ha prodotto zero. Come i punti in classifica.

Massimo De Marzi

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