Agricoltori, proprietari di boschi o giardini, quest’anno potranno bruciare i residui vegetali della loro attività oltre la scadenza individuata dalla legge. Il divieto di abbruciamento, infatti, di solito va dal 1° novembre al 31 marzo ma quest’anno la Regione ha dato la possibilità ai Comuni montani di derogare fino a trenta giorni (15 giorni per i Comuni di pianura) e buona parte delle Amministrazioni comunali della Val Pellice ha colto l’occasione.
A Torre Pellice, Villar Pellice e Bobbio Pellice si può continuare ad accendere i fuochi, per bruciare gli scarti prodotti dalla pulizia di campi e boschi, il venerdì, sabato e lunedì per tutto il mese di novembre. La scelta è un compromesso tra le esigenze degli agricoltori e di chi invece si occupa della manutenzione del proprio verde solo nel fine settimana, come i proprietari di seconde case. A Rorà, invece, la possibilità sarà limitata ai giorni di venerdì e sabato.
Alla scadenza del mese di novembre le Amministrazioni potranno decidere se continuare con la deroga nei mesi successivi. Luserna San Giovanni, invece, ha già fissato in ordinanza tutto il periodo dei trenta giorni di deroga e, quindi, i fuochi potranno essere accesi fino al 14 febbraio nelle giornate di sabato e domenica.
Le Amministrazioni sospenderanno o vieteranno la combustione in caso di condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli o in caso di rischio per la salute pubblica. Vanno inoltre seguite le regole per garantire la sicurezza e per rendere meno invasiva l’attività: la combustione deve avvenire ad almeno 50 metri da edifici di terzi e in cumuli di dimensioni limitata, deve essere effettuata sul luogo di produzione di scarti e potature e costantemente vigilata, isolando e circoscrivendo la zona. Inoltre bisogna scegliere giornate prive di vento.