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Attualità | 08 novembre 2020, 14:50

Aumento dei contagi: le chiese valdesi del Pinerolese interrompono i culti in presenza

Una decisione che si sta diffondendo dalla Val Pellice alla Val Germanasca, passando per Pinerolo, dove il pastore Genre domani incontrerà il vescovo Olivero per tenere una linea comune

Il tempio valdese di via dei Mille a Pinerolo

Il tempio valdese di via dei Mille a Pinerolo

Sono numerose le comunità valdesi del Pinerolese che hanno deciso di stoppare il culto in presenza per le prossime due domeniche (15 e 22 novembre) e le altre attività in presenza, visto l’aumento di contagi da coronavirus. Una misura che si sta diffondendo dalla Val Pellice alla Val Germanasca, passando per Pinerolo.
«II tempio è un luogo sicuro per dimensioni, per aerazione, e avremmo potuto continuare a garantire il culto in sicurezza ma con questa decisione abbiamo voluto dare un segnale: è necessario rimanere il più possibile a casa – spiega il pastore valdese di Torre Pellice Michel Charbonnier –. Non smetteremo di venire incontro del bisogno delle persone di partecipare al culto, facendo un lavoro capillare di contatto con ognuno di loro: al telefono, in video, e dove necessario gli insegneremo ad usare gli strumenti che ci permettono di rimanere in comunicazione».

La stessa decisione è stata presa a Pinerolo ed annunciata sul foglio domenicale odierno: «Nell’ultimo Dpcm, per quanto concerne la celebrazione dei culti, nulla viene innovato rispetto alle precedenti determinazioni, salvo impedire la partecipazione alle persone residenti in altri comuni e  questo rappresenta un  problema importante per la nostra chiesa pinerolese che ha molti dei suoi membri residenti in una vasta area che va da Savigliano alla cintura torinese. 

Inoltre, abbiamo riflettuto sul fatto che le chiese, risparmiate in questa difficile situazione da provvedimenti restrittivi, potrebbero dare un segnale di solidarietà e vicinanza a tutti coloro che sono colpiti direttamente nella propria salute, negli affetti, nella situazione lavorativa, educativa, economica e finanziaria. Non ci sembra giusto, infatti, che le realtà ecclesiastiche godano di un trattamento di favore, rispetto  ad altri spazi  culturali come cinema o teatri che sono stati drasticamente chiusi, nonostante le serie misure di sicurezza che li caratterizzavano». Il pastore valdese di Pinerolo, Gianni Genre, domani mattina incontrerà il vescovo cattolico Derio Olivero per concordare un’azione comune, nell’ottica del dialogo e della collaborazione impostata negli anni. Da inizio emergenza, poi, la Chiesa valdese e quella cattolica, a Pinerolo, hanno sempre collaborato per ridurre le pesanti conseguenze economiche e sociali di quanto stava accadendo. E il vescovo Olivero, che ha sperimentato il Covid-19 in prima persona, aveva anticipato che era intenzionato a fermare le messe in caso di peggioramento della situazione epidemiologica.

Il discorso di stoppare i culti in presenza è stato affrontato anche con la Chiesa ortodossa, che però, al momento, ha deciso di non aderire.

Marco Bertello e Elisa Rollino

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