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Cronaca | 09 novembre 2020, 14:08

Con Carignano si allunga la drammatica scia di morte tra le mura domestiche della provincia di Torino

Il dramma di oggi è stato preceduto da casi analoghi a Venaria, Carmagnola, Vinovo, fino a Rivara. Vittime sono sempre donne o, peggio ancora, bambini

Con Carignano si allunga la drammatica scia di morte tra le mura domestiche della provincia di Torino

Con la tragedia di oggi a Carignano si allunga ancora la terribile scia di morte tra le mura domestiche che sta stravolgendo in questi mesi la zona di Torino e la sua provincia.

Il caso dell'operaio che ha sparato nelle scorse ore a moglie e figli, infatti, arriva in scia a un preoccupante elenco di omicidi (e suicidi) che per l'ultima volta aveva fatto parlare di sé lo scorso 26 settembre, a Venaria, quando Antonino La Targia, 46 anni e ridotto su una sedia a rotelle, ha atteso e ucciso nel parcheggio davanti a casa Maria Masi, che avrebbe compiuto 42 anni la settimana successiva e con la quale erano in corso le pratiche per la separazione.

Una formula ormai diventata terribilmente "attuale": drammi personali e follie sfociati nel gesto più irreparabile, cui fa seguito la fuga definitiva del colpevole, che sceglie di togliersi la vita. Vittime sono quasi sempre donne, ma in alcuni casi anche i bambini. La sensazione è sempre la stessa: un silenzio ammutolito di fronte a eventi che si fatica a spiegare.

Casi come quello che si è verificato a Rivara Canavese, il 21 settembre scorso, quando un operaio di 47 anni, Claudio Baima Poma, separato e a quanto pare vittima di depressione, ha ucciso il figlio Andrea, 11 anni, prima di spararsi, nel cuore della notte, gettando nello sconforto l'ex moglie.

Carmagnola, lo scorso 17 luglio, un uomo di 71 anni di Bagnolo PiemontePasquale Mattana, va a casa di una donna di 68, Eufrosina Martini, la sua compagna e le spara. La uccide, quindi si dà alla fuga e torna nella sua abitazione, in provincia di Cuneo. L'ultimo gesto che compie il pensionato è quello di rivolgere l'arma verso se stesso.

Una tragedia fin troppo simile a quella che si verifica pochi giorni dopo, a Vinovo. E' il 31 luglio quando una guardia giurata di 48 anni - Gianfranco Trafficante - raggiunge la sua compagna di 44, Emanuela Urso e la uccide, ancora una volta a colpi di pistola, dopo un litigio.

"Il drammatico episodio di questa mattina a Carignano lascia senza parole", ha commentato la vicepresidente del Senato e senatrice Pd, Anna Rossomando. "Le indagini chiariranno dinamica e movente, ma già da subito dobbiamo tornare a ripetere che la violenza contro le donne resta una assoluta priorità. I dati disponibili confermano che la stragrande maggioranza dei femminicidi avviene tra le mura domestiche e i responsabili sono spesso partner o ex partner. C'è poi un elemento ulteriore, come la presenza di un'arma in casa, a quanto si apprende, regolarmente denunciata. Dunque un caso che sembrerebbe rientrare in dinamiche purtroppo già note che dobbiamo continuare a combattere con tutti gli strumenti a nostra disposizione, sia legislativi che di prevenzione".

"Un ragazzo d'oro, un lavoratore che ogni imprenditore vorrebbe avere. Lavorava da noi da 20 anni ed era per noi come un figlio". Così Giancarlo Cerutti, proprietario della 'CerealCeretto' l'azienda di sementi e cereali dove lavorava, come operaio, Alberto Accastello, il 40enne che questa mattina, a Carignano ha ucciso la moglie Barbara Gargano, 38 anni, il figlio di due e ferito gravemente l'altra figlia gemella, per poi togliersi la vita.

"Da un po' di tempo era depresso - dice Cerutti - aveva i suoi problemi, dei problemi in casa. come li abbiamo tutti. Poi il confine tra cosa sia normale e cosa invece no, nessuno lo sa".

Massimiliano Sciullo

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