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Politica | 30 novembre 2020, 17:27

Torino dice "sì" alla comunicazione "zero stereotipi": al via un protocollo per l'uso di un linguaggio inclusivo

Il protocollo dovrà essere applicato per le campagne di comunicazione della Città. Carlevaris (M5s): "Vogliamo che la comunicazione pubblica della città non diffonda stereotipi e diventi strumento attivo della decostruzione di quelli già esistenti"

Torino dice "sì" alla comunicazione "zero stereotipi": al via un protocollo per l'uso di un linguaggio inclusivo

Definire un protocollo per una comunicazione attenta alle tematiche di genere. E' quanto previsto dalla mozione approvata oggi pomeriggio dal Consiglio comunale di Torino, città che si conferma ancora una volta città attenta ai diritti e all'uguaglianza.

Stando alla mozione presentata dalla consigliera Carlevaris (M5s), il protocollo dovrà prevedere che la rappresentazione della donna non sia reificata, squalificata o rimandi una visione stereotipata, svilente e maschilista; che la donna non sia rappresentata in atteggiamenti di eccessiva disponibilità sessuale, che il corpo della donna non sia mercificato, rappresentato in parti, non vengano proposti modelli estetici eccessivamente irrealistici e irraggiungibili.

L'atto approvato, inoltre, prevede che venga superato l'uso strumentale dell'immagine femminile, intesa come richiamo sessuale, passivo oggetto di desiderio, elemento decorativo o complemento del lusso. Dovranno essere poi rappresentati entrambi i sessi, compatibilmente con l'oggetto e le finalità della campagna, al fine di esplicitare il contributo di donne e uomini al corpo sociale, dando conto della molteplicità dei ruoli sociali e professionali per donne e uomini, con la rappresentazione di un'equa distribuzione tra donne e uomini dei ruoli familiari, professionali e sociali.

Da qui la proposta un'immagine più realistica sia di donne che di uomini con un linguaggio che risulti inclusivo dei due generi, nonché nella rappresentazione di minoranze e soggetti abitualmente marginalizzati nella comunicazione. Non dovranno inoltre essere rappresentati bambini e bambine abbinati a giochi, attività o colori stereotipati e mutuamente escludenti: una volta definito, il protocollo dovrà essere applicato per le campagne di comunicazione della Città, nonché allegato ai capitolati di gara nel caso in cui le campagne siano affidate ad agenzie di comunicazione esterne all'Ente. Dovrà inoltre integrare la modulistica per la richiesta per la concessione del Patrocinio da parte della Città di Torino.

Nell'ambito delle campagne di comunicazione dei grandi eventi organizzati dalla Città o in collaborazione con la Città, aggiunge la mozione, dovrà essere presente almeno un filone comunicativo dedicato alla decostruzione degli stereotipi di genere. Questo anche tramite tramite l'utilizzo di contro stereotipi, come figure femminili e maschili in ruoli sociali e professionali ancora poco presidiati dai rispettivi generi; immagini di donne e uomini di età, status socioeconomico, etnie diverse; corpi non idealizzati; immagini di soggetti normalmente esclusi dalla comunicazione; composizione dei nuclei familiari aggiornata ai nuovi stili di vita e forme di convivenza. Infine, la raccomandazione di formare e sensibilizzare referenti e responsabili della comunicazione della Città sulle strategie di comunicazione in chiave di genere.

Cinzia Carlevaris: "Vogliamo che la comunicazione pubblica della città non diffonda stereotipi e diventi strumento attivo della decostruzione di quelli già esistenti" ha spiegato Carlevaris. Tra i voti favorevoli alla mozione quello di Francesco Tresso: "E' un atto che lavora nel solco di un'attenzione che il Consiglio comunale ha rivolto in questi anni al tema dell'adottare protocolli garanti di una comunicazione che vada oltre qualsiasi stereotipo". Favorevole anche Lorenza Patriarca: "Richiamare la comunicazione istituzionale al suo dovere educativo, credo sia estremamente importante".

Andrea Parisotto

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