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Cronaca | 03 dicembre 2020, 15:02

Sfregiò l'ex compagna che voleva lasciarlo: detenuto in permesso condannato a 16 anni per tentato omicidio

I fatti avvenuti nell'ottobre 2019: l'aggressore stava scontando una pena in carcere per l'omicidio di una ragazza di 21 anni, ma poteva lavorare e rientrare alle due di notte

Sfregiò l'ex compagna che voleva lasciarlo: detenuto in permesso condannato a 16 anni per tentato omicidio

È stato condannato a 16 anni di carcere per tentato omicidio Mohamed Safi, 37 anni, detenuto al carcere di Torino che nell'ottobre 2019, usufruendo di un permesso di lavoro, ha tentato di sgozzare l'ex compagna di 44 anni, procurandole profonde ferite al volto con una bottiglia di vetro rotta.

"Questa è una sentenza giustamente severa, le conseguenze del reato sono gravissime, dobbiamo solo ringraziare i medici che per mesi hanno assistito la signora", ha commentato l'avvocato Anna Ronfani dopo la lettura del dispositivo. Saif avrebbe finito di scontare la sua pena nel 2020, dopo essere stato condannato nel 2008 a 12 anni di carcere per avere ucciso, a Bergamo, la 21enne Alessandra Mainolfi. La sera del 19 ottobre 2019 l'aggressore e la vittima si trovavano su un bus in corso Giulio Cesare. Qualche giorno prima la donna aveva scoperto su internet il motivo per cui l'uomo era stato condannato e, spaventata, aveva deciso di chiudere la relazione.

Scesi dal mezzo, l'uomo aveva afferrato una bottiglia di vetro cercando di tagliare il collo della donna, che per fortuna indossava una grossa sciarpa. Il 37enne, con ferocia, aveva quindi inferto dei colpi violenti al viso della vittima procurandole tagli profondi, tali da renderla irriconoscibile. A quel punto alcuni passanti erano intervenuti costringendo l'uomo alla fuga. La donna, per terra in una pozza di sangue, era riuscita a fornire indicazioni utili ai poliziotti giunti sul posto, che avevano bloccato Saif in via Leiní. Agli agenti che lo hanno ammanettato l'uomo non aveva detto nulla, a differenza di quanto avvenuto undici anni prima, quando dopo avere ucciso la 21enne a Bergamo, Saif aveva chiamato le forze dell'ordine confessando il delitto dicendo "ho ucciso il mio amore". La donna era stata trasportata d'urgenza all'ospedale Maria Vittoria dove i medici l'avevano sottoposta a un delicato intervento di chirurgia maxillo-facciale.

Marco Panzarella

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