/ Attualità

Attualità | 04 dicembre 2020, 19:29

Rischio alluvioni: dal Meisino, 455 firme per la sicurezza delle sponde del Po

Presentata alla Città di Torino una petizione popolare per richiedere l'innalzamento della pista ciclabile e il deflusso delle acque

Rischio alluvioni: dal Meisino, 455 firme per la sicurezza delle sponde del Po

Una petizione di iniziativa popolare, che ha raccolto a oggi 455 firme, rivolta al Comune di Torino per proteggere il Meisino e Borgata Rosa dal rischio esondazioni. E' quanto presentato oggi in diritto di tribuna dalla portavoce di residenti e commercianti della zona, Claudio Sgreva. La richiesta è di innalzare un tratto di pista ciclabile nel parco di 810 metri e destinarne un'area allo scolo delle acque, onde evitare danni ingenti nel corso di precipitazioni abbondanti. 

"Torino - spiega la cittadina - ha subito tra grosse alluvioni nel 1994, nel 2000 e nel 2016. L'emergenza climatica è sempre più impellente, va risolta in qualche modo. Il nostro quartiere tende ad allagarsi con maggiore frequenza e, in alcune zone, l’acqua raggiunge anche i 180 cm. Quando questo accade, dobbiamo chiamare pompieri perché intervengano nelle case e nei garage, ma i disagi durano almeno 10 giorni. Per non parlare delle attività commerciali, che arrivano a subire anche stop di un mese". 

Il parco del Meisino, che si estende dal ponte Sassi al confine con San Mauro Torinese, fa parte del Parco Fluviale del Po, istituito nel 1990 e ampliato nel 1995, a tutela dell'intero tratto piemontese del fiume. La riserva, che occupa una superficie di 245 ettari, tutela la confluenza della Dora Riparia e della Stura di Lanzo con il Po. Molto frequentata la sua spiaggia, creata in quegli stessi anni con la costruzione di alcuni "pennelli". Di fronte, si estende l'isolone Bertolla, ed è proprio qui che l'alveo del fiume vive un importante restringimento, con sabbia e detriti in accumulo. 

In condizioni di deflusso normale, la portata del fiume viene deviata dalla diga presente sotto il ponte verso il canale di derivazione AEM. Durante la piena, invece, la diga si apre del tutto, investendo la borgata.

"Segnaliamo anche - precisa Sgreva - che le case poste tra la chiesa e le scuole si sono alluvionate a causa di un collettore fognario che, quando il Po si alza, non ha valvole di non ritorno e sfoga dentro le abitazioni del prato di fronte".

La richiesta al Comune è quindi di attivarsi, esattamente come fatto al Fioccardo, a San Mauro e alle Vallere di Moncalieri, per una sistemazione delle sponde duratura nel tempo.

La commissione consiliare sul tema è calendarizzata per il l'11 dicembre alle 15. 

Manuela Marascio

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium