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Politica | 28 gennaio 2021, 15:10

Una sede per la Torino "capitale del sociale", la proposta della consigliera comunale Artesio

Mozione della capogruppo di Torino in Comune per valorizzare la storia passata, presente e futura dell'impegno cittadino verso le persone in difficoltà. Don Ciotti: “Importante aprire nuovi orizzonti”

Una sede per la Torino "capitale del sociale", la proposta della consigliera comunale Artesio

Una sede per la Torino 'capitale del sociale': la proposta, presentata attraverso una mozione, è della capogruppo di Torino in Comune in Consiglio Comunale Eleonora Artesio, intenzionata a valorizzare la grande storia cittadina di aiuto alla persone in difficoltà.

A spiegare in Commissione le motivazioni profonde dell'iniziativa è stata la stessa Artesio: "Torino - ha dichiarato – è antesignana e laboratorio di pratiche sociali, relazioni di aiuto e promozione della dignità umana: si pensi, ad esempio, alla grande tradizione in campo filantropico, religioso e laico svolto non solo nei confronti della popolazione bisognosa ma anche nella tutela della salute, dei minori, della formazione professionale e molto altro. A questo si aggiungono l'organizzazione di forze sociali e mobilitazioni in grado di portare profonde innovazioni e consapevolezza sui diritti della persona, le esperienze del terzo settore e la sensibilità pubblica".

Alla luce di queste premesse, l'idea è quella di trasferire tutti questi saperi in un luogo fisico: "Lo status di capitale del sociale - ha proseguito Artesio – dovrebbe essere sostenuto, anche in ambito della candidatura a Città Europea della Cultura, facendo un archivio comune dove questa memoria storica venga racchiusa: un luogo di fermento, selezionato attraverso un dibattito pubblico, non solo deputato alla conservazione ma anche alla formazione e alla sinergia in grado di far nascere nuovi progetti con le radici ben salde nel passato". Tra i luoghi citati come papabili figura anche l'ex Astanteria Martini di via Cigna, abbandonata da circa vent'anni.

L'iniziativa di Artesio è supportata dal presidente del Gruppo Abele don Luigi Ciotti, punto di riferimento quando si parla di sociale: "Torino - ha commentato – merita di essere la capitale del sociale e di avere una casa dedicata: qui sono nate le prime cooperative, le prime comunità di accoglienza e il loro Coordinamento Nazionale, le prime proposte alternative legate alle esperienze carcerarie minorili e alle dipendenze e la Lega Italiana per la Lotta all'AIDS. Torino, da metà ottocento, è costellata di storie diverse che viaggiano nella stessa direzione per il bene comune: questa storia ci rende orgogliosi ma bisognerebbe dargli continuità assumendo un ruolo di città del pensiero, aprendo nuovi orizzonti per dare risposte concrete ai bisogni delle persone".

La mozione, che ha trovato appoggio da tutte le parti politiche, verrà presto approfondita anche con appuntamenti esterni coinvolgendo tutte le realtà potenzialmente interessate, oltre agli assessorati a welfare e patrimonio. La vice-sindaca e assessora Sonia Schellino, a proposito, ha annunciato l'intenzione di mettere a disposizione l'esperienza del Piano di Inclusione Sociale e delle organizzazioni che vi partecipano.

Marco Berton

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