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Attualità | 10 febbraio 2021, 13:21

Un aiuto ai malati fino all'ultimo momento. Il Cottolengo apre il suo hospice a Chieri [FOTO]

La struttura sorgerà in via Balbo 16 e sarà operativa dopo l'estate. Costerà circa un milione. Cirio: "Un esempio di sussidiarietà e di sanità privata no profit che sono fondamentali per la medicina di territorio". Nosiglia: "C'è molto bisogno di queste realtà, soprattutto nella zona di Torino"

Casa Cottolengo hospice

La Casa Cottolengo hospice di Chieri

Si chiama Cottolengo hospice la nuova struttura che lo storico ente torinese vuole aprire nella sua sede di Chieri, in via Cesare Balbo 16, a pochi chilometri da Torino.

La presentazione è avvenuta in concomitanza con la Giornata del Malato, una data non casuale. L’hospice, in coerenza con la mission cottolenghina, accoglierà persone che necessitano di cure palliative e della terapia del dolore, soprattutto nella fase terminale della vita terrena. Proprio nel luogo in cui è morto il Beato Cottolengo.

"Da quasi duecento anni la Casa della divina provvidenza dimostra come la compassione sia la risposta più forte alla domanda di morte - spiega il padre generale della Piccola Casa, don Carmine Arice -, spesso legata solitudine e alla mancanza di strumenti per l'assistenza. La vita merita dignità e cura fino all'ultimo momento". "Grazie all'aiuto della diocesi e della Regione, andiamo a dare il nostro contributo in una zona del Torinese dove c'è carenza di posti letto di questo genere".

I NUMERI DELLA STRUTTURA

Tutto è cominciato il 29 gennaio 2020, poco più di un anno fa, nonostante la tempesta del Covid. A maggio attiva il nulla osta da parte della Asl To5 e al 31 dicembre l'intero progetto arriva sui tavoli della Regione. I posti letto a disposizione saranno 21, distribuiti su tre piani e all'interno di una struttura ristrutturata di recente, mentre Iren provvederà agli interventi per l'efficientamento energetico. La spesa è di circa un milione di euro, mentre l'apertura è prevista subito dopo l'estate.

CIRIO: "UN ESEMPIO DI SUSSIDIARIETÀ E MEDICINA DI TERRITORIO"

"L'avvento del Covid ha complicato quelle che erano le nostre idee nella riforma della Sanità regionale - dice il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -, ma non ci ha bloccato nella volontà di avviare un percorso, a cominciare dal rilancio della medicina di territorio. Sulla sanità non si taglia e in passato hanno tagliato tutti, tutti i partiti compreso il mio, convinti che sia un tema che riguarda qualcun altro. La pandemia ci ha dimostrato che riguarda tutti e bisogna investire anche e soprattutto sulle persone, professionalità che negli anni sono state un po' abbandonate".

"Noi ricoveriamo circa il doppio rispetto al resto d'Italia. Solo Liguria e Bolzano fanno peggio. Dobbiamo curare di più sul territorio, a casa, umanizzando il servizio ed evitando che il malato arrivi in condizioni gravi in ospedale. In questo la sussidiarietà è un principio fondamentale, dove lo Stato arriva dopo, a colmare le mancanze se il territorio da solo non basta. E la sanità no profit, anche se privata, non può non avere un percorso privilegiato".

NOSIGLIA: "SERVIZIO MOLTO ATTESO, CI SONO POCHI POSTI A TORINO E PROVINCIA"

"Si tratta di un servizio molto atteso e richiesto, per l'accompagnamento umano, sanitario e spirituale delle persone - commenta l’Arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia -. Ho subito dato il mio appoggio perché da tanti anni frequento nel mio ruolo persone che si trovano in condizioni di fragilità di questo genere. Sul nostro territorio mancano strutture di questo genere, c'è qualcosa fuori Torino, ma di dimensioni decisamente ridotte. Come Diocesi, insieme alla Regione, siamo pronti a dare un supporto finanziario, insieme ai benefattori del Cottolengo. Abbiamo fatto richiesta anche alla CEI".

Massimiliano Sciullo

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