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Cronaca | 01 aprile 2021, 18:12

Omicidio biker di Giaveno, al processo d'appello fioccano i "non ricordo"

In tribunale sentiti cinque testimoni e in quasi tutti i loro interventi si è sentito ripetere che non si era in grado di confermare taluni fatti

tribunale di Torino

Omicidio biker di Giaveno, al processo d'appello in tribunale a Torino fioccano i "non ricordo"

Fioccano i "non ricordo" al processo d'appello per l'omicidio di Alessandro Gino, il motociclista degli Hell's Angel ucciso da un colpo di pistola nei dintorni di Giaveno nel gennaio del 2017.

Oggi sono stati ascoltati cinque testimoni, la maggior parte dei quali ha detto di non riuscire a ricordare quanto riferirono agli investigatori nell'immediatezza dei fatti. "Ero in stato di choc - ha dichiarato in particolare uno di loro - perché c'era un mio amico che stava morendo e un altro ferito a terra. I carabinieri mi interrogarono, ma io oggi non sono in grado di confermare le dichiarazioni che resi in quell'occasione".

Il processo di oggi riguarda la posizione di Manuel Morisciano, 24 anni, difeso dagli avvocati Andrea Cianci e Gian Paolo Zancan, che in primo grado era stato assolto dai reati più gravi. Secondo l'accusa Gino mori durante una specie di spedizione punitiva contro il gruppo di Hell's Angel che si era radunato in località Aquila: dopo un litigio, Erik Romano, il figlio Claudio (giudicati separatamente) e lo stesso Morisciano tornarono sul posto in un'auto che travolse un biker e dalla quale partì anche un colpo di pistola.

La ricostruzione dei fatti è stata sempre contestata dalle difese: "I consulenti tecnici - spiegano gli avvocati - hanno detto e ripetuto che l'investimento del motociclista non può essere avvenuto con le modalità che sono state raccontate dai testi".

redazione

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