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Economia e lavoro | 13 aprile 2021, 10:00

Luna chiama Terra grazie a Ermes, lo speciale "smartphone" costruito a Torino

Il progetto è condotto da Argotec e gode anche di un finanziamenti di 4 milioni di euro da parte della Regione. Il dispositivo portatile servirà a garantire la trasmissione di voce, video e dati dal satellite al nostro pianeta

Astronauta nello spazio

Nuovi passi avanti per la comunicazione tra la Terra e la Luna

Terra chiama Luna. E lo fa (o meglio, lo farà) con una tecnologia dalle forti radici torinesi. Merito di Argotec, l'azienda sabauda che lancia "Ermes", una specie di smartphone con cui si punta a garantire le comunicazioni tra il nostro pianeta e il suo satellite naturale. Una necessità per nulla remota, se si considera che sono già state pianificate 95 missioni lunari nei prossimi dieci anni.

Da tre anni, Argotec sta lavorando infatti al terminale che consentirà agli astronauti di comunicare dal suolo lunare. E in particolare lo sta facendo dando corpo ad Andromeda, una costellazione di microsatelliti che avranno il compito di garantire il supporto voce, video e dati alle attività scientifiche, tecnologiche e commerciali lunari. 

Ermes sarà quindi un dispositivo portatile dalle dimensioni ridotte che, come un telefonino terrestre, faciliterà la connessione da remoto per comunicare verso Terra. Ecco spiegato perché il nome che richiama “il messaggero degli Dei”: dallo Spazio, sarà lui a trasmettere dati, video e voce delle missioni.

Il progetto - futuristico e appassionante - è stato approvato dalla Regione Piemonte, che ne è promotrice, con un contributo del valore di circa 4 milioni di euro. “Ermes rappresenta un altro tassello che si incastra alla perfezione all’interno del mosaico dei sistemi di comunicazione lunare di Argotec. Un dispositivo innovativo pensato per facilitare le connessioni live delle future missioni lunari - spiega David Avino, Fondatore e Managing Director di Argotec -. Un progetto che vede coinvolta una filiera italiana di cui siamo orgogliosi e che stiamo coltivando da tempo per incrementare la presenza del Made in Italy nello spazio”.

Massimiliano Sciullo

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