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Cronaca | 15 aprile 2021, 17:40

Crac De Tomaso, in appello chiesta conferma della condanna per Rossignolo

Secondo l'accusa, l'acquisto - per due milioni - di un ramo della Pininfarina contribuì a portare l'azienda al crac, dichiarato nel 2012

aula di tribunale

Crac De Tomaso, in appello chiesta conferma della condanna per Rossignolo

La conferma delle condanne di primo grado, sia pure con una sensibile riduzione della pena, è stata chiesta dal pg Giancarlo Avenati Bassi per l'imprenditore Gian Mario Rossignolo nel processo d'appello per il fallimento della De Tomaso.

La proposta riguarda anche il figlio Gianluca e l'amministratore di una società in rapporti con la De Tomaso. L'abbassamento delle pene è dovuto al fatto che molti dei reati contestati sono caduti in prescrizione (questo comporta il proscioglimento di un quarto imputato). La De Tomaso, storica casa torinese produttrice di automobili sportive, era stata acquisita da Rossignolo nel 2009, dopo un periodo di crisi sfociata nella messa in liquidazione, per essere rilanciata.

Secondo l'accusa, l'acquisto - per due milioni - di un ramo della Pininfarina contribuì a portare l'azienda al crac, dichiarato nel 2012. "L'operazione - ha affermato il pg - non fu un incidente di percorso: il fallimento era l'obiettivo che ci si proponeva". Il magistrato ha anche chiesto la trasmissione degli atti in procura per una parte che riguarda la presunta distrazione di una decina di milioni, finora mai considerata, per una eventuale riapertura del caso.

In aula Rossignolo ha preso la parola e ha respinto le accuse, lamentando di "essere stato ingiustamente dipinto come un bancarottiere" mentre nella sua "lunga vita professionale" ha portato avanti con successo diverse "operazioni di salvataggio".

redazione

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