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Cronaca | 20 aprile 2021, 14:15

A Barriera ed Aurora prime telecamere mobili contro spaccio e degrado: al via l'installazione

Stanziamento totale da 2 milioni e 400 mila euro. La Città utilizzerà poi anche i droni e le body-cam per i controlli

Stanziamento totale da 2 milioni e 400 mila euro

Stanziamento totale da 2 milioni e 400 mila euro

Torino telecamere contro lo spaccio ed il degrado nelle aree più a rischio di Barriera di Milano ed Aurora. Nei prossimi giorni la Città installerà i primi dieci “occhi elettronici” in Largo Giulio Cesare, piazzetta e largo Montanaro, piazza Alimonda, ponte Carpanini e corso Giulio Cesare all’altezza della scuola Parini.

Un’iniziativa che si inserisce all’interno del progetto Argo, che prevede l'installazione nel capoluogo entro l’autunno di 380 impianti per la videosorveglianza diffusa. Lo stanziamento totale è di 2 milioni e 400 mila euro, di cui 800 mila del Comune, 700 mila del Ministero degli Interno e 900 mila dalla Regione.

Al momento, come ha spiegato il comandante dei Civich Emiliano Bezzon, ci sono 107 telecamere. “Con questo intervento – ha spiegato – andiamo ad aumentare del 300% il numero di telecamere esistenti. Voglio sottolineare che non andiamo a sottoporre a vigilanza stretta Torino, perché abbiamo circa il 10%-15% degli impianti presenti nelle altre grandi città”.

Dopo Aurora e Barriera le telecamere mobili, che garantiscono una visione e registrazione a 360°, verranno messe nella Circoscrizione 5 e in altre zone periferiche. “Una volta cessata l’emergenza – ha chiarito il numero 1 dei Vigili – potranno essere spostate: se il problema persiste potranno essere sostituti da impianti fissi”

Nell’ambito del progetto Argo a questi due tipologie si aggiungono anche i droni “che continueremo ad usare anche per un impiego ambientale e le body-cam addosso agli agenti” .

Oltre alla videosorveglianza le telecamere consentiranno di fare video-analisi. I dati saranno gestiti da 5T su cloud e saranno accessibili a tutte le forze dell’ordine, che potranno dunque utilizzarle per le indagini. Grazie all’intelligenza artificiale gli agenti non saranno più obbligati a guardare tutte le immagini per ore, ma riusciranno ad individuare immediatamente il frame ricercato. Ad esempio in caso di omissione di soccorso, il sistema sarà in grado di recuperare in poco tempo le immagini che non si è fermato impostando dei semplici parametri sul veicolo, come il colore. 

Cinzia Gatti

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