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Cronaca | 13 maggio 2021, 14:10

Extinction Rebellion, animali 'a rischio' davanti a Unicredit: "Basta investimenti su petrolio e combustibili fossili" [FOTO e VIDEO]

Alcuni attivisti, vestiti da specie minacciate, si sono sistemati di fronte all'entrata in via Nizza: "Le 60 banche più grandi del mondo hanno continuato a finanziare progetti con impatto sull'ambiente"

Attivisti Extinction Rebellion a Torino

Gli attivisti hanno manifestato di fronte alla sede di Unicredit in via Nizza /foto Alessandra Girardello

Sono specie a rischio estinzione. Proprio come l'uomo, se non si farà nulla per contrastare la distruzione del pianeta e dell'habitat in cui ci troviamo: ecco perché gli attivisti di Extinction rebellion si sono dati appuntamento in via Nizza, di fronte alla principale sede torinese di Unicredit, travestiti da quegli animali che più degli altri (e prima degli altri) potrebbero sparire dalla faccia della Terra. Ghepardi, leoni, pesci, ma anche "antenati" come i dinosauri.



Un sit-in che si è realizzato dopo che gli attivisti sono arrivati dalla fermata della metro e, in silenzio, si sono sistemati sugli scalini dell'entrata dell'edificio, distanziati. E questa volta è toccato a Unicredit dopo che nella manifestazione precedente (a inizio aprile) le attenzioni si erano concentrate sull'altro colosso bancario torinese, Intesa Sanpaolo. Nel mirino, quegli investimenti in settori ancora troppo legati al petrolio e ai combustibili fossili.

"Dagli Accordi di Parigi ad oggi - si legge in una nota diffusa dai manifestanti - ovvero da quando 195 Paesi al mondo hanno fissato l’obiettivo di limitare la crescita della temperatura media globale al di sotto dei 2 gradi centigradi, le 60 banche più grandi del mondo hanno continuato a finanziare progetti legati a combustibili fossili per un totale di 3,8 trilioni di dollari". 

"L’umanità è entrata nella sesta estinzione di massa della storia - ammoniscono gli attivisti -. Abbiamo bisogno che l’intero settore finanziario smetta di investire in progetti legati ai combustibili fossili e smetta di finanziare le multinazionali più inquinanti al mondo. Perché non c’è più tempo".

M.Sci

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