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Politica | 16 maggio 2021, 17:10

Museo Lombroso, non si placa la polemica. Il senatore De Bonis: "Verrò presto a Torino a visitarlo"

Nei giorni scorsi aveva presentato un'interrogazione al ministro Franceschini per chiedere la chiusura di quello che egli stesso definisce "un museo degli orrori". Gli risponde Allasia: "Basta! I musei vanno aperti, non chiusi"

Museo Lombroso, non si placa la polemica. Il senatore De Bonis: "Verrò presto a Torino a visitarlo"

 

"Visiterò presto il museo insieme ai membri del comitato no Lombroso. Spero che il direttore vorrà dialogare in maniera costruttiva". L'annuncio arriva direttamente da Saverio De Bonis, il senatore che nei giorni scorsi aveva presentato un'interrogazione al ministro della cultura Dario Franceschini chiedendogli di valutare l'opportunità di chiudere il Museo Lombroso di Torino, considerato "razzismo scientifico".

"Alcune testate - spiega De Bonis - mi hanno attaccato appellandosi alle solite argomentazioni trite e ritrite e ai soliti pregiudizi duri a morire. Ma chi ha detto che io non conosca i progressi della Scienza? Se è vero che non ho ancora visitato fisicamente il Museo Lombroso è vero però anche che mi sono ben documentato con il vastissimo materiale e le diverse sentenze che mi sono state inviate. Non parlo a vanvera, è mio costume informarmi bene prima di intervenire su qualsiasi questione. Non hanno davvero altri argomenti per difendere il loro amato museo degli orrori?".

"I musei vanno aperti e non chiusi", gli ha risposto immediatamente il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia. "Il senatore De Bonis continua a denigrare il Museo Lombroso chiedendone la chiusura senza neppure averlo mai visitato come da lui stesso dichiarato. Capisco che appartenga al partito del No, che tanti danni e disastri ha creato al nostro Paese, ma le sue dichiarazioni di attacco ai giornali torinesi che li definisce nordisti, rendono l’idea della portata politica del senatore. Torino ha già sperimentato il No con l’attuale amministrazione pentastellata, ritengo che sia giunto il momento del Si, quello dello sviluppo e dell’innovazione. Il Museo di Antropologia criminale deve continuare a restare aperto, la cultura dell’oblio non appartiene alla nostra Città, De Bonis se ne faccia una ragione".

redazione

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