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Attualità | 26 maggio 2021, 12:07

Una libreria sociale per Mirafiori Nord dentro L'isola che non c'è di via Rubino

E' il progetto cui sta lavorando un gruppo di circa 20 residenti. L'attività sarebbe svolta unicamente da volontari. Si attende il bando della Circoscrizione 2 per la concessione dei locali

Libri

La libreria sociale sarà gestita unicamente da volontari residenti a Mirafiori Nord

Una libreria di quartiere fondata sul volontariato e l’amore dei residenti per la lettura. È questo il sogno di un gruppo di abitanti di Mirafiori Nord, che da qualche settimana si riunisce puntualmente ogni mercoledì nei pressi di via Rubino per scambiarsi opinioni e studiare la fattibilità del progetto. L’ispirazione arriva dal confinate comune di Nichelino, dove nel 2011 è nata la libreria “Il cammello” per iniziativa di un gruppo di volontari appartenenti alla locale Scuola di Formazione politica, fondata qualche anno prima dal Angelino Riggio, ex sindaco ed ex assessore regionale. Nel giro di poco tempo il negozio è diventato un importante punto di riferimento culturale e associativo per la cittadina, grazie alla comunione di intenti dei suoi animatori. 

Ero cliente del Cammello e mi è venuta l’idea di replicare l’esperienza qui da noi - spiega il referente Gianluca Crippa -: loro sono ormai una realtà molto consolidata, riescono a mandare avanti la gestione in autonomia muovendo circa 40 persone. Noi per ora miriamo a fondare una aps con la quale partecipare ai bandi della circoscrizione per la concessione di spazi”.

In particolare, la futura libreria di comunità, nei desideri dei suoi creatori, potrebbe insediarsi nei locali dell’ex centro giovanile “L’isola che non c’è”, da diverso tempo in disuso. “A fine anno dovrebbe partire la gara per trovare i nuovi gestori - aggiunge Crippa -. È un posto molto comodo, ha una buona visibilità. È vicino alle case popolari e al mercato, di fronte ha un grande spiazzo dove organizzare event, reading e dibattiti. Vorremmo presentare alla circoscrizione un progetto composito, che unisca la lettura al sociale”. 

Al momento il gruppo di lavoro conta circa 20/25 persone, ma la speranza è di allargarlo. L’attività prevalente ora consiste nella raccolta di libri usati, che dovrebbero rappresentare un primo fondo cui attingere per l’edificazione del punto vendita vero e proprio. “L’importante è non avere fretta - conclude Crippa -. Ci interessa aggregare le persone, stimolarci a vicenda, far circolare idee e proposte. Serve però la determinazione, perché se non si è convinti non si può dare forma concreta a questo sogno”. 

Manuela Marascio

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